Testimonianze

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A. D.

Mi piace la grande novità, un po' rivoluzionaria, di andare oltre alcuni stereotipi culturalmente imposti fondati su di una separazione, spesso fittizia, tra campi di indagine e conoscenza quali la metafisica, la spiritualità (in tutte le sue accezioni possibili derivanti da uno spettro ampissimo di esperienze della/nella coscienza), la definizione di "realtà" contemplando tutti i tipi e livelli delle sue manifestazioni relative e, non ultimo, il connubio tra la riscoperta, il "ricordo" di principi di una saggezza universale persa nell'alba dell'umanità e le ultime acquisizioni delle scienze contemporanee.

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S V.

E’ una via che ha un’anima emotiva e una razionale. Non si tratta di affidarsi al cuore sentimentale o alla pancia, ma di mettere consapevolezza nei propri vissuti e radicare le proprie intuizioni nella pratica quotidiana. Portare lo stra-ordinario nell’ordinario.

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C. C.

Percorso di auto guarigione che aiuta ad aiutarsi mettendo in luce le proprie ombre e facendo ancor più risplendere la propria luce.

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C. F.

La strada verso casa. Il mondo non cambia, cambiano gli occhi con cui si guarda e si apre il cuore! Una via unica e completa! Grazie

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F. G.

Ha sbloccato la mia creatività

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S. C.

La BTE è  una visione che mi ha permesso di integrare diversi mondi e diversi modi che abito ancora oggi e questa integrazione mi libera, rende più ampia la mia visione.

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S. M.

Per me la BTE  è un modo di pensare, sentire, agire, la via che mi ha permesso di passare da una vita che non mi piaceva a una dove mi sento in pace, felice, realizzata e grata ed è la via che mi ha permesso di comprendere perché sono qui e cosa ci faccio in vita.

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L. F.

La BTE per me è la strada che mi riporta a casa. Non sono solo dei modelli ma è la mia vita, è il mio modo di vivere. Io sposo tantissimo dei valori che qui ci sono, il valore della condivisione, del guardarsi negli occhi, il valore dell’assunzione della responsabilità. Io tutti i giorni prego per una cosa, avere: mente vuota, occhi chiari e cuore puro

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R.D.

L’occasione è il cambiamento, è la via… è un’espansione di me. Un modo per portare la mia luce nel mondo.

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C.Z.

La salvezza, fin dall’inizio, quando ho iniziato la terapia individuale, per questo mio modo di essere un po’ “strana”. Al di là delle tecniche che a volte magari non so nominare, in realtà quello che mi piace è che mi aiuta tanto a fidarmi di quello che sento, completamente, ascoltando il cuore. Sento tanto questo: le vie del cuore.

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M.T.

Passaporto alla libertà. La libertà di esprimere e onorare quello che veramente sono, e l’ho scoperto qui, in BTE. La gratitudine nei confronti del cerchio è tale che non ha parole, ma è giusto che non abbia parole, affinché la sentiate ognuno di voi nei vostri cuori.

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F.C.

La BTE per me è stato trovare la strada. È da vent’anni che faccio tante cose che mi hanno aiutato tantissimo, che mi hanno aiutato a non perdere la parte di me che è stata lasciata indietro. La BTE la sento dentro di me perché mi dà le mappe, gratifica la mia parte razionale, ma mi sta facendo fare delle esperienze e mi sta mettendo in contatto con il mio centro, con l’intento di cogliere la saggezza che c’è in me.

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S.C.

Io ci provo a razionalizzare: è una scuola… è quella che mi darà gli strumenti… però per me siete una famiglia, ragazzi. La famiglia che ho scelto.

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C.F.

La BTE per me è la strada che mi riporta a casa. Non sono solo dei modelli ma è la mia vita, è il mio modo di vivere. Io sposo tantissimo dei valori che qui ci sono, il valore della condivisione, del guardarsi negli occhi, il valore dell’assunzione della responsabilità. Io tutti i giorni prego per una cosa, avere: mente vuota, occhi chiari e cuore puro.

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G.D.

Accorgersi che viviamo immersi in un processo: la BTE è assecondare questo processo e onorarne ogni singola parte.

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G.S.

La BTE sta significando tanto per me; l’immagine che mi è arrivata per prima è quella dell’alberello. Mi sento un alberello che deve diventare una sequoia e sento che la BTE mi sta dando il nutrimento per diventare quella sequoia.

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F.C.

Prima è stato dire “sì”, mettersi a disposizione e muovere tutto quello che arrivava. Adesso è anche dire “no”, ma onorando e ringraziando ciò che sta arrivando; essere in grado di prendersi lo spazio per sé.

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L.F.

La BTE è il risveglio, è una poesia che mi porta a casa, che mi porta alla sorgente, mi fa vedere la vera natura delle cose, mi dà grandi opportunità, mi dà l’occasione di riconnettermi in maniera profonda con la mia essenza.

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M.G.

Con la BTE ho trovato un modo di rendere manifesto il risultato di un sogno, un sogno molto antico che riguarda me, il Cristo e le Crianças.

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B.R.

La BTE è equilibrio, la BTE mi aiuta ad andare nei posti in cui ho sempre voluto andare ma che non sono mai riuscito a raggiungere da me.

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D.M.

La BTE è la via del cuore.

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F.S.

Quando ero stesa, ho sentito una sensazione di grande pace, di benessere. Credo di essermi anche addormentata; di abbandono totale, molto simile anche se di qualità inversa, a quando facciamo le pratiche nel bosco o quando medito, qui è molto più terreno, uno sprofondamento con la terra, benessere di qualità diversa, mentre negli stati meditativi è molto più ascensionale, ma sono tutte e due di forte benessere, quasi di beatitudine. Per me è stata magica questa cosa dell’azzeramento (…) perché questo lavoro sulla terra è l’annullamento di tutto, mentre nelle altre pratiche è più ascensionale, ma non c’è annullamento, non c’è azzeramento, come se ci fosse totale assenza di bisogno, una cosa così. Questo quando ero giù.

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M.C.

Dei 7 anni che ho passato, della BTE mi sono rimaste due cose che hanno caratterizzato i miei periodi di vuoto: 1. “oggi è un buon giorno per morire”, questo ogni mattina; 2. l’altro è il massaggio di terra che faccio alle persone care, a mia figlia, e poi me lo faccio nella notte quando mi trovo da solo e sento il contatto con la terra, il radicamento, quello che di giorno mi porta via questa cosa è veramente il caro massaggio di terra e sono venuto con due intenti, oltre a tutti quegli altri, qui a questo corso di due giornate: il primo è eliminare i desideri, il secondo è osservare, non fare niente, osservare come si muovono le energie e questo massaggio è venuto molto propizio, non l’avevo desiderato, mi ha aiutato…

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M.F.

Al cerchio, a voi esseri selvatici della tribù, a voi amici del cerchio, che con coraggio e istinto passeggiate nei meandri del mistero, assaporando l’inconosciuto e portando (…) dono il mio ringraziamento per la ricevuta vicinanza, (…) luce, energia, amicizia ed amore che mi hanno avvolto in questo momento di bisogno. L’accaduto non si è ancora svelato nell’insegnamento, ma mi ha agguantato con forza brutale, con devastante paura, e violento nell’accompagnamento fatale. Io, smarrito nella morte, mi sono sentito un naufrago senza isola, accompagnato poi dalla notte oscura delle anime alla vita. Ora cammino, l’esistere nel corpo, ammiro quest’universo nei visitati spazi della vista, nell’ascolto dell’alternarsi di silenzi e suoni, nell’olfatto stupito dal profumo di un fiore, dal selvatico odore del bosco e altro ancora. Vorrei continuare a raccontare per accrescere il dono che ci è stato dato: la vita. Ora, grazie al vostro aiuto, e per volontà del divino, onorerò la mia esistenza, la mia rinascita, riconoscendo ogni attimo di questa vita più intensamente, più consapevolmente e più emozionalmente. (…) Ringrazio di cuore e dono a tutti voi uno scritto che ho letto: “Continuo a camminare sebbene non ci sia più un luogo da raggiungere, non cercare di vedere oltre le distanze, non è cosa per gli esseri umani, muoviti al tuo interno, non lasciare che sia la paura a guidare i tuoi passi”.

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L.M.

Ho sentito un canale che si è aperto, se ti affidi davvero alla luce del padre e della madre, la forza la ritrovi.

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R.V.

Questo percorso è stato molto importante, in quanto mi ha fatto trovare un significato del contatto per me con la luce. Un significato che non avrei pensato. È avvenuto attraverso una danza e immagini che mi hanno portato a vivere la gratitudine che nasce dalla profonda compassione (…), donandoci la possibilità di evolvere. (…) Una gratitudine che ho lasciato entrare in ogni mia cellula e nella matrice delle mie cellule e vedrò a che cosa mi porterà.

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L.G.

Nella mia esperienza a volte la meditazione diventa quasi un rimedio antidolorifico, è pratico, è comodo, se padroneggi la tecnica arrivi a eliminare il sintomo ma non risolvi il problema. La meditazione può diventare questo, se non è supportata da un processo più forte ed è qui che forse subentra il lavoro transpersonale, perché sicuramente è uno strumento fantastico, utilissimo. Quello che la mia esperienza è che ad un certo punto usavo la meditazione perché padroneggiando la tecnica riusciva a togliere il sintomo.

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F.M.

La cerimonia è stata molto bella e intensa, soprattutto in fatto di prendersi la responsabilità, l’intento è quello di entrare sempre di più nella responsabilità che per i primi quattro anni uno si dice che è qua per prendere, per imparare, con un clima molto di sperimentazione, lanciarsi, ma non c’era quella dimensione in cui dici “ok, il livello cambia”. Il rituale di iniziazione è stato molto bello perché ha proprio concretizzato questo aspetto della responsabilità. Ok, sei figlio e nei quattro anni puoi sperimentare anche delegando la responsabilità… però qui diventa pulito il concetto della responsabilità, in quanto lo vai a togliere da tutti quegli attaccamenti anche egoici, nel senso che magari durante gli anni tu rispondi bene alle domande per far piacere a P.L., mentre invece adesso la responsabilità diventa “togli tutto questo”, in quanto ti viene richiesto nell’investitura iniziatica l’impeccabilità, riconoscendo i limiti, però è ora che sei grande! Sei adulto e pedala! Questo mi ha commosso molto, alle parole che hai detto mi hanno commosso molto portando questa vibrazione, questo ritmo, quest’estorsione del campo di coscienza portato sulla responsabilità. Questo è il tuo posto e onoralo per quello che riesci a fare poi gli occhi negli occhi nella scelta del tutor è stata un’esperienza molto forte dove passavano proprio le emozioni, le sensazioni, i pensieri, le proiezioni e quindi è stato molto intenso anche a livello vibratorio. Quando sono entrato in contatto con L., mi ha preso una liberazione molto forte… Sentivo le varie qualità vibratorie che ti facevano comprendere l’Axè di quella persona… mi è piaciuto molto. Confermo che tenterò di impegnarmi, lo dico a chi mi ha scelto come tutor, per offrirvi quello che ho appreso… Io tenterò di seguirvi e darò tutto me stesso e ringrazio chi mi ha scelto… sicuramente non è casuale e avrò tanto da apprendere.

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M.B.

È stata un’esperienza molto forte e ancora adesso sono in vibrazione. Sentivo entrare quest’energia dei nuovi arrivati, energie molto belle, ed è stato un lavoro che ha portato una grande apertura di cuore e mi ha fatto contattare ancora di più Nanà, il tornare e l’accogliere.

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D.G.

Ho riconosciuto in ogni persona che mi ha guardato un aspetto del mio carattere e della mia corazza caratteriale. Ho vissuto la dimensione del viaggio in questa esperienza… ho riconosciuto le mie resistenze e sono molto contento che qualcuno è venuto a chiedermi di essere il suo tutor, ma specifico che con tutti mi sono sentito molto molto vicino.

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P.G.

Nel corso della pratica di oggi è come se, pian piano, ritornasse a me tutta l’energia, tutto ciò che mi appartiene, tutta la P. che conosco, tanto che alla fine, quand’eravamo sdraiati, ho avuto delle visioni di rapporti sessuali molto belli, molto dolci, come se fosse la prima volta che facevo l’amore, come se mi ritrovassi come donna, come femmina, come P. per come mi conosco. La parte della danza è stata molto bella perché mi sono catapultata intorno al fuoco, in un cerchio di sole donne intorno al fuoco ed era una danza per onorare il dio fuoco. La sensazione è come se si fosse chiuso questo cerchio, che in anni di analisi mi ha portato a capire certe cose, ma quello che è arrivato, è arrivato proprio nell’iniziazione, e la comprensione, è come se si fosse chiuso qualcosa. Non so dove mi porterà il lavoro, ma è stato veramente molto bello.

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A.P.

Anche io all’inizio sentito la stessa difficoltà, che il gruppo era troppo grande quando è cominciato al primo anno, poi ho visto la ricchezza e il concetto di biodiversità, del mescolarsi e vedere le risorse dell’altro, e tutto quello che deriva da questa capacità di stare insieme.

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C.C.

La prima domanda che spesso è posta quando si entra in un cerchio è: ”Come sei approdata alla BTE?”. L’incontro con la Biotransenergetica avvenne quasi venti anni fa, quando il “destino” mise sul mio cammino un mio Cliente, che si occupava di ricerche di mercato e che lavorava per un’azienda con la quale collaborava da qualche tempo. Questo psicologo, neoassunto, durante le nostre conversazioni telefoniche mi raccontava, oltre che le necessità strettamente collegate alla mia professione e la sua, di tamburi sciamanici, di Biotransenergetica, di percorsi di crescita personale. Non capivo niente. O meglio, la mia mente mi urlava che erano follie, la mia cultura cattolica non mi concedeva neppure di nominare la parola “sciamanesimo”, Energie sottili. Quindi archiviai l’incontro come un bell’incontro e una bella persona, ma che certamente doveva rimanere ben lontano da me. Allora non capii, non risposi alla chiamata. Allora ero così identificata con la mia vita, con i miei schemi, che non ascoltai. Tutto quello di cui questa persona mi parlava suonava così familiare e allo stesso tempo così lontano, oscuro e pauroso. Per caso, dopo forse dieci anni, mi regalarono il libro di Pier Luigi Lattuada “la Biotransenergetica” e di nuovo nulla. Lessi le prime pagine, naturalmente non collegai il mio Cliente al libro, a cioè la stessa disciplina, e di nuovo mi allontanai. Il nostro Sé è paziente, per fortuna, e intorno ai quaranta anni mi resi conto delle grosse difficoltà che avevo. Sono sempre stata abituata ad auto analizzarmi, a cercare di migliorarmi. Le meditazioni che facevo nel mio periodo scoutistico e i ritiri spirituali mi avevano aiutato a procedere, a crescere. Però mi resi anche conto che ero diventata molto brava a giustificarmi, a perdonarmi, a punirmi sempre per le stesse cose. A quarant’anni mi sentivo in una spirale dalla quale non riuscivo a uscire. Sempre rivolta su me stessa, ma senza via di soluzione. Intrapresi diversi corsi di consapevolezza. Incontrai uno sciamano, iniziai danza terapia, arte terapia e lo studio dei Chakra. Andai in India e la mia mente cominciava ad accettare che forse poteva esserci altro oltre a quanto conoscevo fino ad allora. Poi cinque anni fa mi venne l’idea di iscrivermi a una scuola di counseling. Lo scopo era comprendere me stessa, l’idea di entrare in un contesto d’aiuto non mi apparteneva. Per me era “solo” iniziare un percorso di crescita. Una sera incontrai una persona in ascensore, allora abitavamo nello stesso palazzo, che mi disse che anche lei aveva questa intenzione. Poi la magia: tra tutte le possibili scuole mi disse che le “ispirava” la scuola di Lattuada. Allora ho risposto. Sapevo che era giunto il momento. Sapevo che quello era il mio modo. A dire il vero non sapevo niente, ma mi sono fidata. Ho risposto, ho detto sì e mi sono iscritta. Ho ricollegato il mio passato e le volte che questa disciplina si è presentata a me e ho compreso, seppur nella totale ignoranza, che dovevo andare in quella direzione. È stata la mia salvezza. Lo strumento che mi ha portato a contattare la parte più vera di me.

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M. R.

La BTE “sballa parecchio”, e secondo me diventerà illegale.

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M. R.

La BTE “sballa parecchio”, e secondo me diventerà illegale.

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M. S.

Per me la BTE è casa

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G. A

Per me la BTE è stata la vita

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C.R.

E’ stata ed è la via più completa che mi ha insegnato cos’è la visione transpersonale che io porto nella mia vita di tutti i giorni.

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M.G.

Per me la BTE è la possibilità di vivere concretamente la bellezza di un atto poetico e allo stesso tempo la possibilità di lasciare allo zero tutto ciò che avverto come ferita, come pesante lungo gli anni di percorso.

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S.A

Per me la BTE è amore, cura, potere personale, realizzazione è un faro al di la degli agguati e è essenza, unione, è la mia famiglia è casa.

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S.P.

Per me la BTE è un messaggio di luce che passa attraverso l’ombra.

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D.G.

Per me la BTE è una cosa che mi sta facendo vedere delle possibilità che ho a livello di persona e un opportunità per stare insieme a persone che decidono di togliersi la maschera e rinunciare ai propri atteggiamenti quotidiani e stare insieme nella direzione della trasformazione.

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A.S.M

Per me la BTE è Io che mi ha permesso di essere un migliore strumento di pace per spiritualizzare la materia e materializzare lo spirito per imparare ad essere più in comunione con gli altri andare oltre alla mia storia personale e ai miei agguati.

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C. G

Per me la BTE È molte cose, le riassumo così, la via, la strada, il cammino, il viaggio che condivido con tutti voi ed è anche l’essenza, il ritrovarmi per quello che sono

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G.M.

Per me la BTE in questo momento è soprattutto integrazione e cura.

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E.P.

Per me la BTE è lo zero la via per scomparire e ritrovare se stessi.

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E.G

Per me la BTE è la via maestra che ha un cuore e mi conduce al Sé

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P.G.

Per me la BTE è stata fortemente morte e rinascita e la continua ad essere sia nella vita che nel lavoro per questo mi accompagna come una casa, una famiglia.

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C.B.

Per me la BTE è amore che cura in azione.

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C.C.

Per me la BTE è conoscenza possibilità amore scoperta morte rinascita vuoto pieno tante cose ma in realtà è l’ essenza che mi connette all’essenza, all’uno.

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L.I.

Per me la BTE è un fiume, uno dei tanti fiumi, quello che ho incontrato sulla mia strada, che si connette alla fonte dove ci sono tutte le grandi saggezze dell’umanità, il cuore, il luogo dove dimora il cuore di ogni saggio e questo fiume insieme agli altri sfocerà nel grande fiume della coscienza dove mi auguro che scompariremo.

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G.A.

Per me la BTE è semplicità, libertà, casa.

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S.C.

Per me la BTE è una visione che mi ha permesso di integrare diversi mondi e diversi modi che abito ancora oggi e questa integrazione mi libera, rende più ampia la mia visione.

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G.D.

Per me la BTE è il Transe. Il Transe prima era una fascinazione, poi l’ho incontrato e sperimentato ed è quella vena che sento di goderne, una relazione di un buon amore.

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A.R.

Per me la BTE è uno strumento, una strada che va verso la verità e verso il cuore.

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V.S.

Per me la BTE è uno strumento di cura, di guarigione, di aiuto.

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S.G.

Per me la BTE è una via molto importante di conoscenza per conoscere il mondo che mi è circostante e essere in relazione migliore con me stesso e con il tutto.

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E.T.

Per me la BTE è morte e rinascita, è una forte cura, mi ha donato degli occhi nuovi.

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C.C.

Per me la BTE è stata la mia salvezza da me stessa, la mia morte e la mia rinascita, grata.

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V.C.

Per me la BTE è uno strumento, visione del mondo, fondamento su cui costruire la vita non solo lavorativa ma anche quotidiana molto utile per farmi apprezzare ancora di più il contatto con la natura che davo per scontato.

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C. S.

Possibilità di ritrovarmi a casa in condivisione con altre annime in cammino

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G.S.

La BTE mi ha cercata e l’aspettavo anch’io. Dove tutto ti parla, dove ottieni qualsiasi risposta se fai la domanda, meglio di così.

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F.T.

Per me la BTE è tutte le cose che ci siamo detti, è questo cerchio magico, è questo luogo splendido, è Pier Luigi, ed è sempre qui e si estende fino a dove desideriamo che vada.

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S.T.

Per me la BTE è modo per vivere, per essere vivi.

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V.G.

Per me la BTE è gioia di vivere, integrazione e sintesi

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M.I.

Per me la BTE è cura, sapere creativo, rinascita.

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S.M.

Per me la BTE è un modo di pensare, sentire, agire, la via che mi ha permesso di passare da una vita che non mi piaceva a una dove mi sento in pace, felice, realizzata e grata ed è la via che mi ha permesso di comprendere perché sono qui e cosa ci faccio in vita.

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M.B.

Per me la BTE è cerchio, tribù nel quale fluisce l’amore che mi ha insegnato a riceverlo e soprattutto mi sta insegnando ad amare.

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R.S.

Per me la BTE è stata una via che mi ha rimesso sulla via, ci sono tante vie ma bisogna sapere scegliere. La guarigione del mio passato, la libertà dal mio passato, il riconoscimento, la consapevolezza, la responsabilità e la gratitudine del presente e la fiducia nel futuro, sapere qual è la mia direzione.

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M.B.

Per me la BTE è appartenenza, passato, presente e futuro nel qui e ora. E’ ricevere e dare, continuo cambiamento, ma soprattutto è sapere che non ci lasciamo.

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G.R.

Per me la BTE è la via che mia ha concesso il privilegio grandissimo di svegliarmi dal sonno in cui ero sprofondata. Per questo sono infinitamente grata e lo sarò sempre E’ un risveglio che continuerà perché è un orizzonte infinito. In questa fase è soprattutto grande nutrimento, che poi porto nella mia vita ordinaria è naturalmente è anche gratitudine.

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M.D

Per me la BTE è processo vivo che mi trasforma continuamente, me con me, me con l’altro, me con il mondo ma soprattutto è la tua trasformazione continua e che ci porti. Grazie.

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F.G.

Per me la BTE è tutto quello che avete detto, la vita, il modo di vivere e di stare insieme considerando il versante scordato, è un processo che adesso è nato ma che andrà avanti molto, molto di più, questo è solo l’inizio.

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