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Sulla Biotransenergetica: Psicoterapia e Meditazione (9)

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Sulla Biotransenergetica: Psicoterapia e Meditazione (9)

Le basi organistiche della guarigione psicobiologica

 

P. L. Lattuada M.D.,Ph.D.

 

Premessa

La storia dell‟umanità è costellata da sistemi di guarigione che originati dai territori della coscienza arcaica degli albori dell‟umanità hanno attraversato i secoli e i millenni. Si pensi alla tradizione sciamanica universalmente diffusa sul pianeta dall‟epoca paleolitica, o ai templi del sonno dell‟epoca Ippocratica, alle medicine tradizionali orientali quali la Cinese, la Tibetana, l‟Ayurvedica, ai sistemi terapeutici dello yoga o del tantrismo, della tradizione ermetica ed alchemica occidentale, degli gnostici, dei teosofi e antroposofi.

Alla base di tutti questi sistemi troviamo una visione del mondo unitaria ed interconnessa abitata da forze e vibrazioni, divinità e demoni.

Attualmente sotto la spinta delle grandi trasformazioni avvenute nel panorama delle conoscenze scientifiche nel secolo scorso, in seguito alle acquisizioni della fisica moderna, stiamo vivendo, come ci ricordano gli storici della scienza, un mutamento di paradigma. Al paradigma cartesiano che ha sostenuto la scienza positivista per alcuni secoli sta subentrando il nuovo paradigma olistico/sistemico artefice di una nuova scienza.

Una scienza che dopo alcuni secoli di materialismo e di separazione tra mente e corpo ci sta riconducendo nel grembo della visione olistica delle origini. Grazie a nuove discipline quali la psicobiologia, la psico- neuroimmunologia e la ricerca sugli stati di coscienza infatti si è arrivati a dimostrare in modo ormai inequivocabile l‟inscindibile interazione corpo-mente per la quale, tra l‟altro, atteggiamenti mentali e stati emotivi positivi possono influire sull‟attività biochimica dell‟organismo agevolando processi di guarigione, il mantenimento della salute ed il ringiovanimento. Le ricerche degli ultimi decenni, inoltre, ci svelano un quadro dove i concetti di flusso, energia, ritmo, vibrazione sembrano rappresentare i linguaggi che stanno alla base della capacità di auto-organizzazione proprie dell‟organismo.

 

Le proprietà tipiche del vivente

Il termine auto-organizzazione sta ad indicare che l‟organizzazione del sistema al quale ci si riferisce non è determinato dall‟interazione con l‟ambiente ma che il suo ordine, la sua struttura e funzione sono determinate dal sistema stesso.

Capra ci ricorda che l‟auto-organizzazione dei sistemi viventi è determinata da un insieme di reazioni dinamiche caratterizzate da flessibilità e plasticità interne che sfociano nei processi di auto-rinnovamento e auto-trascendenza.

Per auto-rinnovamento Capra intende “la capacità dei sistemi viventi di rinnovare e riciclare di continuo i loro componenti, conservando l‟integrità della loro struttura complessiva” mentre l‟auto-trascendenza viene definita come “la capacità di superare creativamente confini fisici e mentali nei processi di apprendimento, sviluppo ed evoluzione” (1).

 

La trasduzione dell’informazione

L‟applicazione dei concetti fondamentali delle teorie

 comunicazione
consentirono
comprendere
organizzazione della vita biologica come una rete psicosomatica intessuta dai diversi sistemi anatomo-fisiologici, visti come sistemi dinamici ed interconnessi di trasduzione dell‟informazione.

La sindrome generale di adattamento

Precursore nel campo dell‟interazione mente- corpo fu Hans Selye (2) il quale dopo una ricerca durata tutta una vita arrivò a descrivere quella che lui chiamò Sindrome generale di adattamento, vale a dire un modello che spiega il modo col quale lo stress fisico o mentale viene tradotto in problemi psicosomatici tramite gli ormoni dell‟asse ipotalamico-pituitario- surrenale. La sindrome generale di adattamento identifica nel sistema libico ipotalamo il principale trasduttore psicofisico dell’informazione, il quale rappresenta l’effettore dell’azione regolatrice della mente sui sistemi autonomo, endocrino e immunitario. (fig) Di fronte al panorama descritto sorge legittima una domanda, anzi due: può la mente muovere le molecole? Può l‟organismo auto-guarirsi?

Ernest L. Rossi dedicò gran parte della sua vita a trovare delle risposte (3).
La sua ricerca si orientò nella seguente direzione: in che modo i principali sistemi di trasduzione dell‟informazione comunicano tra di loro nella malattia e nella salute?

Prendiamo in esame le sue conclusioni.

Il ruolo del sistema limbico

La parola limbico significa confine, pertanto il sistema limbico sta ad indicare quell‟insieme di strutture anatomiche dai confini vaghi, costituite da diversi nuclei situati alla base del proencefalo, che svolgono un azione di confine tra le funzioni mentali “superiori” della corteccia cerebrale e le strutture “inferiori” del cervello connesse alla regolazione della fisiologia del corpo e delle emozioni.

L‟ipotalamo rappresenta il maggior canale di output del sistema limbico e ricevendo segnali da tutti i punti del sistema nervoso funziona come una centrale di scambio coinvolta nella regolazione del benessere mente-corpo. Esso, come ricorda Rossi “integra le funzioni sensoriali-percettive, emotive e cognitive della mente con la biologia dell‟organismo” (4). Fig

Un altro elemento fondamentale del sistema limbico è l‟amigdala, un gruppo di strutture interconnesse a forma di mandorla poste sopra il tronco cerebrale. Essa funziona da sentinella delle emozioni in quanto registra il “sapore emozionale” di ogni esperienza e funziona da archivio delle impressioni e dei ricordi emotivi. Grazie all‟amigdala sostiene Goleman “le nostre emozioni hanno una mente che si occupa di loro e che può avere opinioni del tutto indipendenti da quelle della mente razionale”. (5)

Le caratteristiche peculiari di ipotalamo e amigdala , in quanto strutture coinvolte in processi psico-neuro-fisiologici in costante cambiamento, ed il loro ruolo centrale nella modulazione psicobiologica mente-corpo ci indicano come il contenuto di ogni esperienza sia necessariamente dipendente dallo stato di coscienza del soggetto dell‟esperienza. Di conseguenza, come vedremo, la comprensione della vera natura dei processi di trasduzione mente-corpo ci orienterà inevitabilmente verso una medicina che faccia della padronanza degli stati di coscienza uno degli strumenti più significativi della sua metodologia clinica.

La modulazione mentale del sistema nervoso autonomo
Rossi (6) descrive un processo a tre fasi mediante il quale la mente modula le attività delle cellule per mezzo del sistema nervoso autonomo. Nella prima fase uno stimolo psichicamente significativo tramite impulsi neurali genera pensieri e immagini nella corteccia frontale. Nella seconda fase tali impulsi vengono filtrati attraverso le aree dell‟emozione, della memoria e dell‟apprendimento stato-dipendenti del sistema limbico-ipotalamico e quindi tradotti nei neurotrasmettotori che regolano il sistema nervoso autonomo il quale a sua volta secerne altri neurotrasmettitori responsabili delle risposte biochimiche all‟interno delle singole cellule dei tessuti e organi del corpo. In questo modo gli stati di coscienza arrivano ad influenzare direttamente tutti i fondamentali sistemi regolatori dell‟organismo (fame, sete, sesso, temperatura, ritmo cardiaco, pressione arteriosa, ecc.)

Ipotesi accreditate (7,8) arrivano a spiegare le remissioni spontanee del cancro con l‟azione svolta dai neurotrasmettitori sull‟attività dei fattori di crescita oncogeni.

 

La modulazione mentale del sistema endocrino

Anche per quanto riguarda il sistema endocrino ci troviamo di fronte ad un processo a tre fasi. Nella prima fase l‟attività di pensiero e immaginazione della corteccia frontale viene filtrata dai processi stato-dipendenti di memoria, apprendimento e comportamento del sistema limbico-ipotalamico. Nella seconda fase le informazioni provenienti dal sistema limbico-ipotalamico vengono trasdotte dall‟ipotalamo in fattori di secrezione ormonale che regolano la ghiandola pituitaria del sistema endocrino. Questa a sua volta libera ormoni che regolano l‟intero sistema endocrino dell‟organismo. La terza fase si svolge a livello cellulare dove i diversi ormoni attivano i processi dei geni per la sintesi di proteine che a loro volta funzioneranno da veicoli di attivazione di altre funzioni cellulari.

Modulazione mentale del sistema immunitario
Analogamente alla modulazione neurovegetativa ed endocrina, il processo di modulazione mentale del sistema immunitario si svolge secondo il descritto processo a tre fasi. Elementi chiave del processo sono gli immunotrasmettotori, molecole quali timosine, linfochine e altri peptidi prodotte dalle cellule del sistema immunitario che attraverso circuiti bidirezionali comunicano con il sistema nervoso centrale, l‟ipotalamo i sistemi nervoso autonomo ed endocrino.

La rivoluzione dei recettori

Resta da considerare la modulazione mentale del sistema neuropeptidico ed è in questo campo che le scoperte degli anni „70 e „80 hanno determinato una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire le funzioni del cervello e le sue relazioni con il resto dell‟organismo. Le ricerche della Pert e dei suoi colleghi del National Institute of Mental Health ci hanno svelato i meccanismi fino ad allora sconosciuti mediante i quali la rete psicosomatica che connette l‟organismo intero unifica i diversi sistemi di trasduzione mente-corpo.

Tutto incominciò all‟inizio degli anni settanta con la scoperta da parte della Pert (9) del recettore degli oppiacei ed in seguito delle sostanze endogene (endorfine) che a questi si legavano. Da allora ad oggi il numero conosciuto delle sostanze informazionali endogene, vale a dire i peptidi simili alle endorfine responsabili della comunicazione mente- corpo, supera le cinquanta unità.

Questo fatto, oltre a confermare l‟enorme quantità di ricerche che dimostrano l‟esistenza di una rete interconnessa di informazioni che unifica mente e corpo sposta l‟attenzione in modo ormai decisivo su concetti quali ritmo, movimento, dinamismo, interazione.

I recettori infatti, ci spiega la Pert sono molecole composte da catene schiacciate di minuscoli aminoacidi disseminati sulla superficie cellulare; si pensi che un neurone può avere milioni di recettori disposti sulla sua superficie. La vera novità risiede però nel dato che questi, per usare le parole della Pert “si librano sulla membrana delle cellule, danzando e vibrando, in attesa di captare messaggi inviati da altre piccole creature vibranti, composte anch‟esse di aminoacidi, che vagano – si diffondono è il termine tecnico adottato in questi casi – nel fluido che circonda ogni cellula ” (10).fig

La comunicazione mente cellula si definisce così non tanto come un meccanismo statico chiave- serratura quanto come un processo dinamico e vibratorio caratterizzato da, per continuare con la Pert “ due voci, legante e recettore, che intonano la stessa nota, producendo una vibrazione che fa squillare un campanello, aprendo la porta della cellula”(11). Dopo l‟apertura della porta sulla membrana cellulare, ciò che avviene è ancor più sorprendente: “il recettore avendo ricevuto un messaggio, lo trasmette all‟interno della cellula, dove il messaggio stesso può modificare lo stato della cellula in modo drammatico”. Reazioni a catena di eventi biochimici diretti dal messaggio trasmesso dal legante danno inizio ad una serie di attività quali: produzione di nuove proteine, riproduzione cellulare, regolazione di canali ionici, aggiunta o sottrazione di gruppi chimici energetici, e così via.

Ecco allora che i processi psicobiologici dell‟‟organismo ci appaiono come una melodia suonata da un orchestra composta da molecole messaggere e recettori appartenenti ai diversi sistemi di trasduzione dell‟informazione mente corpo: i sistemi nervoso autonomo, endocrino, immunitario e neuropeptidico. Ecco allora le basi psicobiologiche della guarigione risiedere nell‟armonia vibratoria tra legante e recettore.

Verso una guarigione psicobiologica

Una riflessione

Potremmo riflettere a questo punto sugli approcci più diffusi alla malattia e chiederci in quale occasione, in quali ambiti ci si occupi del rapporto tra una malattia e il relativo stato di coscienza; quale sia la figura professionale preposta a tale compito, quale sia il livello di educazione e di disponibilità del malato a fermarsi, ascoltarsi e prendersi in carico la propria malattia e la propria guarigione. L‟esito delle nostre riflessioni sarebbe univoco: l‟esperienza interiore e le dimensioni della coscienza sono i grandi dimenticati dell‟odierno approccio alla malattia. E‟ vero peraltro che negli ultimi decenni, tutti quanti abbiamo assistito alla grande espansione che ha avuto per protagoniste le cosiddette medicine non convenzionali dalla medicina psicosomatica, alle medicine tradizionali come omeopatia ed agopuntura, alle medicine naturali ed olistiche. Ma questo non basta, se vogliamo aderire alle acquisizioni della nuova scienza che concordano come abbiamo visto con le asserzioni delle antiche tradizioni spirituali, dobbiamo prestare più attenzione al modo di fare medicina oltre che agli strumenti impiegati.

Una nuova visione

Un contributo significativo in questo senso ci è fornito dal modello transpersonale
Il termine Transpersonale deriva dalla psicologia, sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli,(12) il creatore della Psicosintesi ed in seguito da Gustav Jung. La prima associazione di Psicologia Transpersonale fu fondata negli Stati Uniti nel 1969 ad opera di personalità quali: Charlotte Buhler, Abraham Maslow, Allan Watts, Arthur Koestler, Viktor Frankl.. La Psicologia Transpersonale secondo Pierre Weil(13), uno dei padri fondatori, si caratterizza come il contributo degli ambienti scientifici allo studio e alla comprensione dell‟esperienza interiore di ordine trascendente. Esperienza che nel corso dei secoli ha ricevuto,dalle diverse tradizioni numerose denominazioni: estasi mistica, esperienza cosmica, coscienza cosmica, esperienza oceanica, nirvana, satori, samadhi, regno dei cieli, ecc.

Nella sua ricerca la Psicologia Transpersonale integra l‟esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche orientali basate sulla meditazione come lo yoga, lo zen, il Sufismo e con quelle sciamaniche basate sull‟estasi ed il contatto diretto con le forze della natura. Subisce inoltre una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica..

Per questo il movimento transpersonale ha travalicato i confini della psicologia per proporsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una sintesi progressiva delle conoscenze nel campo della padronanza degli stati di coscienza ed in particolare degli stati, cosiddetti, superiori..

La caratteristica fortemente innovativa della ricerca transpersonale è che nello sviluppare le sue tesi si avvale di una rigorosa metodologia scientifica ed integra i contributi della “filosofia perenne”di ordine mistico con quelli scientifici della fisica quantistica, della ricerca sugli stati di coscienza, della psicobiologia, della tanatologia, dell‟antropologia, ecc.

Gli strumenti

Nell‟ambito della visione transpersonale, sulla spinta delle acquisizioni della nuova scienza, delle più avanzate teorie sistemiche e dell‟informazione e nel rispetto delle antiche tradizioni spirituali sono state messe a punto negli ultimi decenni diverse discipline psicospirituali, come ad esempio la Biotransenergetica (14) della quale parleremo estesamente in un prossimo articolo. Si tratta di discipline che operano per la guarigione psicobiologica favorendo l‟ampliamento delle aree di consapevolezza dell‟individuo e la sua realizzazione spirituale oltre che la risoluzione dei conflitti emotivi ed il risveglio dei principi naturali di autoguarigione.

Le vie dell’estasi

Il termine “Le vie dell’estasi” ben si addice a queste discipline dal momento che tutte quante hanno in comune la tendenza a trascendere i confini della mente razionale e del mondo materiale riconoscendo l’esistenza di orizzonti ben più ampi. Estasi, infatti, sta a significare, prima di tutto quella condizione interiore che consente all’individuo di trascendere i propri confini e sentirsi parte di ciò che lo circonda. Attraverso i canti, le danze, il ritmo del tamburo, le visioni, lo sciamano, maestro dell’estasi, raggiunge l’esperienza diretta del Sè. Egli espandendo la propria coscienza entra nella terra e ne riceve gli insegnamenti, vola nel vento e si purifica, diventa la belva che lo terrorizza e ne acquisisce la forza, danza nella foresta e ne carpisce i segreti. Comprende così come la coscienza sia un flusso incessante ed illimitato, un oceano sul quale la mente dell‟essere umano può navigare senza limiti. Comprende come l’evoluzione non si fermi alla ragione ma proceda verso qualità più elevate quali: saggezza, amore, umiltà, compassione, consapevolezza. Scopre che la memoria non si limita alla propria storia personale ma può risalire lungo la giornata evolutiva del vivente fino alla fonte stessa dell‟energia vitale. Non teme la morte riconoscendola come un passaggio, un occasione per attingere nuove dimensioni dell‟essere.

Istruzioni per la padronanza degli stati di coscienza
Entreremo ora nel merito della guarigione psicobiologica prendendo in esame alcuni semplici esercizi pratici che ci insegnino a trascendere la mente ordinaria e accedere al mondo della mente estatica, il luogo dove risiedono le forze dell‟auto-guarigione. Proporremo qui di seguito alcune pratiche di Biotransenergetica.

Nell’ambito delle nuove Tecnologie del sacro, scondo la definizione di Grof, (15) la Biotransenergetica si propone come disciplina psico-spirituale le cui radici sono profondamente radicate nella tradizione estatica dello Sciamanesimo e nell‟emergente Movimento Transpersonale. Essa attinge ad un sistema di conoscenze e di esperienze che vanno dal contatto con le forze elementali, al Transe, alla moderna ricerca sugli stati di coscienza; dallo sviluppo delle potenzialità più genuinamente umane proposto dalla psicologia umanistica, all‟espressione degli archetipi dell‟inconscio collettivo; dalla ricerca della visione, al dialogo con gli spiriti guardiani, alle visualizzazioni creative proposte dalle più recenti pratiche di ipnosi; dai canti, mantras e danze delle diverse forze naturali agli spazi superconsci, al silenzio della meditazione alle qualità più elevate favorite dalle metodiche di psicologia transpersonale; dalle cerimonie rituali arcaiche, ai viaggi sciamanici, ai sistemi teorici della visione olistica, ai principi della fisica moderna quali le “connessioni non locali” od il “collasso della funzione d‟onda”; dagli esercizi psicofisici reichiani al lavoro sui chakras, sul campo aurico e al contatto con la dimensione spirituale.

Persitenza del contatto.

Normalmente nella vita quotidiana la mente vaga portata dai pensieri e la nostra energia vitale è bloccata dai tentativi della nostra mente di spiegare e controllare tutto. La Biotransenergetica suggerisce di fare esattamente l’opposto: tenere ferma la mente e lasciare fluire l’energia vitale.

La naturalezza naturale

Scegli un posto tranquillo, siediti comodamente, chiudi gli occhi e ascolta. Naturalmente dentro di te tutto fluisce, ciò che è pesante va in basso verso la terra, ciò che è leggero va in alto verso i cieli, il respiro porta dentro ciò che è fuori e porta fuori ciò che è dentro. Tu osservi. La legge della naturalezza naturale si sta realizzando, ogni cosa si sta mettendo a posto, ti stai curando.

Forse a questo punto la tua mente si chiederà: ma non può essere tutto così semplice. Tu allora rispondile di avere fiducia in ciò che sta sperimentando ed invitala ad avere il coraggio della semplicità e ricordale: ciò che è naturale è semplice.

Autocaptazione

Ora porta l’attenzione alle tue sensazioni fisiche: pulsazioni, battiti, pruriti, calore, leggerezza, pesantezza, movimenti di energia, blocchi, vuoto, pieno, ecc. Ti rendi conto che se tu mantieni l’attenzione tutto si muove, cambia incessantemente. Segui ogni movimento e descrivilo a bassa voce dentro di te. Sarà come tirare il filo di un gomitolo, la matassa si dipanerà e tu comprenderai la vera natura di ogni sensazione, i messaggi che ha da offrirti. Ogni sensazione sarà come un fotogramma, la persistenza del contatto ti consentirà di assistere all’intero film che il tuo corpo sta proiettando.

Fai lo stesso con le emozioni, gli stati d’animo, i sentimenti, i bisogni, i desideri, le aspirazioni che nasceranno mentre assisti al film. Descrivile nei minimi particolari, senza selezionare, senza giudicare. Al film del tuo corpo si aggiungerà il film della tua anima.

Ora presta attenzione e descrivi nei particolari le immagini, le forme, i colori, i ricordi, le visioni che emergeranno. Il film si arricchirà dei contenuti della tua mente.

Se avrai la sufficiente fermezza per persistere nel contatto ora potrai renderti conto che dietro ogni immagine personale c’è un archetipo universale, dietro ogni bisogno o ricordo c’è un intuizione, un messaggio spirituale, oltre ogni ombra c’è il regno della luce. Viaggia in quel regno, ascolta ogni voce e parla come se tu fossi quella voce, ricevi ogni intuizione ogni messaggio come un dono prezioso, interroga ogni figura che emerge dalle tue visioni, dialoga con essa. Poi ringrazia e prenditi del tempo per concludere.

Padronanza del Transe.

Transe in Biotransenergetica indica la capacità di espandere la propria coscienza fino a comprendere ciò con cui siamo in contatto e diventare l’altro. Diventare l’altro significa non contrapporsi ma armonizzarsi, non cercare di controllare ma affidarsi, non combattere ma allearsi, non giudicare ma comprendere, ecc. Per fare questo è necessario sviluppare qualità come: umiltà, disponibilità, comprensione, compassione, fiducia, abbandono, amore.

Diventare la forza

Secondo la tradizione Sciamanica afro- brasiliana alla quale la Biotransenergetica si rifà, ogni forza elementale, terra, acqua, fuoco, aria, vegetale, minerale, ecc. si manifesta all’interno del nostro microcosmo individuale sotto forma di qualità. Ad esempio la forza dell’aria esprime il principio della libertà, l’acqua salata della rigenerazione, l’acqua dolce della creatività, la roccia della giustizia, il fuoco della determinazione e così via. La padronanza del Transe ci consente di contattare queste forze e risvegliare le qualità dentro di noi. Scegli un elemento della natura col quale ti senti particolarmente affine o del quale senti di avere bisogno. Trova un posto tranquillo, siediti comodamente e chiudi gli occhi. Immagina, ad esempio, di essere in riva al mare. Mantieni la persistenza del contatto sull’immagine dell’andare e venire dell’onda. Ora preghi o, se preferisci chiami la forza del mare perché possa nutrirti. Ora inspiri la forza azzurra del mare e la lasci arrivare fino alla base della tua colonna vertebrale, in espirazione senti la forza azzurra diffondere per tutto il tuo essere ed uscire da ogni poro della pelle portando fuori ogni tensione, ogni pensiero, ogni emozione spiacevole, tutto ciò che non serve.

Puoi ripetere la pratica oltre che portando la forza alla base della colonna (primo chakra) in tutti gli altri, vale a dire: nel ventre, nello stomaco, nel cuore, alla gola, alla fronte, al vertice del capo.

La visualizzazione del colore azzurro e delle onde del mare è lo yantra, vale a dire l’immagine mentale per entrare in contatto con la forza del mare. Ad esso puoi ora aggiungere un mantra vale a dire un suono che richiami la forza del mare. In espirazione potrai pronunciare dentro di te, o a voce alta, la parola mare, oppure potrai recitare uno dei mantra che nella tradizione afro-brasiliana viene usato per richiamare la forza del mare, come ad esempio: Ie-Ie- Iemanjà.

Oltre allo yantra ed al mantra potrai ora eseguire anche un mudra, vale a dire un movimento che consenta al tuo corpo di entrare in sintonia con la forza del mare. Potrai ad esempio muovere con dolcezza le tue mani con il movimento dell’onda. A poco a poco sentirai che l’immagine, il suono ed il movimento ti porteranno in uno stato di profondo contatto ed armonia con la forza del mare. Sentirai che scompaiono i confini tra te ed il mare, il mare è dentro di te tu sei dentro il mare, tu sei l’onda, l’onda è dentro di te.

A questo punto potrai lasciare andare il tuo corpo in una danza di celebrazione. Lo lascerai muoversi come l’onda del mare in un andare e venire incessante che lo coinvolge completamente. Ti lasci portare, suoni, immagini, movimenti sono un unico incessante flusso che esprimono la forza del mare che agisce in te.

Bibliografia

1. Capra Fritjof, Il punto di svolta, Milano, Feltrinelli , 1984

2. Selye Hans, Stress senza paura, Milano, Rizzoli 1976

3. .Rossi Ernest. L, La psicobiologia della guarigione psicobiofisica, Roma, Astrolabio 1987

4. Rossi Ernest L., op.cit
5. Rossi Ernest L., op.cit
6. Rossi Ernest L., op.cit
7. Melnechuck T., Neuroimmunology :

Crossroads between behavior and disease. Report on selected conferences and workshops. Advances 2(3), Summer, 54-58.

8. Barber T .X. , Changing unchangeable bodily processes by (hypnotic) suggestions: A new look at hypnosis, cognitions, imagining, and the mind-body problem. Advances, 1 (2), 7-40

9. Pert C., Molecole di emozioni, Milano, Corbaccio, 2000

10. Pert C, op.cit
11. Pert C., op.cit
12. Assagioli R., Principi e metodi della psicosintesi terapeutica, Roma,  Astrolabio 1973
13. Weil P. L‟uomo senza frontiere, Spigno Saturnia, Crisalide 1996
14. Lattuada P.L., Biotransenergetica, Milano, Xenia 1997
15. Grof. S. Oltre il cervello, Assisi, Cittadella 1988

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