ITI - Integral transpersonal Institute

Sulla Biotransenergetica: Psicoterapia e Meditazione (11)

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Sulla Biotransenergetica: Psicoterapia e Biotransenergetica (11).

Trasformare la coscienza.

 

Non occorrono di certo dati statistici per rilevare le motivazioni che spingono a intraprendere un percorso psicospirituale: tutti aspirano a guarire dai mali del corpo e dell’anima, ad arricchirsi interiormente,a scoprire i propri talenti, a trovare il proprio posto nel mondo, amare, crescere. C’è chi si propone di sviluppare la propria sensitività, chi vuole mettersi “in viaggio per risvegliarsi”, chi vorrebbe pervenire,magari, all’illuminazione. Ma tutti indistintamente vogliono cambiare se stessi e veder cambiare qualcosa intorno a loro. A chi si accosta alla BTE si propone l’obiettivo della trasformazione della coscienza, che è uno dei cardini di questa disciplina. L’esperienza insegna che trasformare la coscienza significa cambiare il modo di pensare se stessi e quanto ci circonda, ampliare la propria angolatura fino a scoprire che ci sono infiniti punti di osservazione e una impensata libertà di scelta e di modalità d’azione.

Quando desideriamo cambiare la nostra vita,quando cerchiamo di spezzare gli ingranaggi limitanti che noi stessi abbiamo attivato e che producono sofferenza fisica e morale, in realtà stiamo dando una via d’uscita ad una forza sana che urge dentro di noi e che si sta ribellando al silenzio che le abbiamo imposto. La BTE raccoglie questa forza sana,la riconosce e la potenzia, riconducendola a quell’unica sorgente di energia vitale che alimenta ogni processo di guarigione e di riunificazione con l’armonia originaria. Una volta avviato il lavoro con gli strumenti forniti dalla BTE si impara ben presto a riconoscere i propri problemi,dolori, malesseri come “stereotipi mentali” prodotti da una coscienza “malata” perché incapace di accedere ad altri livelli ,di spezzare strutture irrigiditesi nel tempo ,che hanno generato effetti negativi a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale. Questa consapevolezza già di per sè apre la strada al mutamento:quando si sono smantellati gli alibi,nonostante le nostre resistenze, si è costretti a guadare se stessi in modo diverso

e a vedersela con tutti i propri meccanismi di fuga,anche i più apparentemente innocenti o dolorosi. Mentre si svolge questo impegnativo lavoro su di sé, comincia a profilarsi anche un altro cammino parallelo su un piano più elevato,che conduce verso una realtà spirituale in cui la consapevolezza si dilata fino ad abbracciare una straordinaria connessione di eventi, di forme, di forze. Da questa prospettiva i limiti del tempo e dello spazio e anche quelli della ragione rivelano la loro inconsistenza e infinite vibrazioni permeano tutto il nostro essere ed entrano a far parte della nostra esperienza.

La realtà individuale allora si mostra in tutta la sua mutevolezza e provvisorietà, determinate dallo stato di coscienza con cui la viviamo,mentre impariamo ad avvertire in noi la qualità spirituale del nostro essere nel mondo e a dialogare con le energie di questa dimensione immateriale: immagini interiori, archetipi, esseri spirituali, forme di coscienza a diversi livelli evolutivi. L’esperienza viva di questa realtà spirituale basta di per sè a sciogliere le nostre paure, a illuminare le nostre ombre; ci aiuta ad affermare la nostra libertà e il nostro potere di trasformazione, a far emergere l’amore e la compassione, a riconoscerci immersi in un flusso ininterrotto di relazioni tra tutto ciò che è dentro e fuori di noi,senza separazioni, senza contrapposizioni.

Il richiamo alla trasformazione della coscienza è un concetto innovativo della terapia traspersonale, ma in realtà riporta alla nostra coscienza di uomini del terzo millennio quei valori di cui erano religiosamente impregnati gli antichi che onoravano un’Anima Universale che vibra in ogni manifestazione della natura. Le pratiche sciamaniche,elemento originale e basilare della BTE,sono un valido ausilio per accedere ad una nuova dimensione della coscienza: esse promuovono il “ ritorno alle origini”, cioè a quella forza ancestrale, sana e divina che è in ognuno di noi. Per questo le pratiche, i metodi e i principi

della BTE si fondano sul presupposto della fede: la fede che si nutre di emozioni, di risonanze interiori e che a sua volta nutre l’amore,la comprensione, la vitalità creativa. Una fede che alimenta anche un senso di profonda, gioiosa complicità con l’universo. Quell’universo in cui,per dirla con il “Siddharta” di Herman Hesse aleggia “…il sorriso dell’unità sopra il fluttuare delle forme”.

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