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Sul Transpersonale: Psicoterapia e Spiritualità (3)

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Sul Transpersonale: Psicoterapia e Spiritualità (3)

La Psicologia Transpersonale

Introduzione
La psicologia transpersonale, secondo la definizione di Charles Tart, (1) opera per la realizzazione del sè, per il risveglio della natura spirituale di ogni individuo e delle sue qualità più genuinamente umane.
Il termine “ Transpersonale” applicato alla psicologia, sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli,(2) il creatore della Psicosintesi ed in seguito da Gustav Jung(3). Esso sta ad indicare quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l’identificazione con la personalità individuale. La Psicologia Transpersonale pertanto sta ad indicare quell’approccio psicologico che si occupa dello studio e della cultura della spiritualità e delle esperienze spirituali in un contesto psicologico.
Approccio che cominciò ad affermarsi nel campo della psicologia intorno agli anni sessanta, a partire dall’opera di A. Maslow,(4) il quale per primo mise l’accento su una psicologia “evolutiva” che considerasse lo “sviluppo delle potenzialità”, “la soddisfazione graduale dei bisogni” la relazione tra “persona e persona” nel rapporto terapeutico, l’esperienza mistica, come momenti fondanti di un percorso di autorealizzazione.
La prima associazione di Psicologia Transpersonale fu fondata negli Stati Uniti nel 1969 ad opera di personalità quali:
Charlotte Buhler, Abraham Maslow, Allan Watts, Arthur Koestler, Viktor Frankl. Si pubblica una rivista The Journal of Transpersonal Psychology fondata da Antony J. Sutich(5) e alla quale collaborano tutti i maggiori esponenti americani del movimento transpersonale quali: Ken Wilber, Stan Grof, Stanley Krippner, Lawrence Le Shan, Michael Murphy, Charles T. Tart, Frances E. Vaughan, e altri.
In Italia l’approccio umanistico e transpersonale trova una elaborazione nelle opere di L. Boggio Gilot,(6) A. De Luca(7) e P.L. Lattuada,(8) tra gli altri.

Psicologia e Spiritualità
La Psicologia Transpersonale si caratterizza come il contributo degli ambienti scientifici allo studio e alla comprensione dell’esperienza interiore di ordine trascendente. Esperienza che nel corso dei secoli ha ricevuto, dalle diverse tradizioni numerose denominazioni: estasi mistica, esperienza cosmica, coscienza cosmica, esperienza oceanica, peak experience, nirvana, satori, samadhi, regno dei cieli, ecc.
I principali approcci psicologici attuali definiscono queste categorie di esperienze come fantasie o patologie. In base ai diversi orientamenti teorici della psicologia, queste sono state viste come un tentativo di appagare il desiderio di essere accuditi da una “madre buona”, la conseguenza di anormalità dell’attività neurale, oppure come il segno di un io fragile incapace di distinguere tra immagini interne e realtà esterna.
L’approccio transpersonale ritiene, invece, che le esperienze interiori di ordine mistico ed estatico così come l’anelito alla trascendenza dell’io costituiscano un aspetto significativo dell’umana esperienza e degno, pertanto, di oggetto di studio da parte della psicologia.
Recenti studi dimostrano infatti che la maggioranza degli Americani riferisce di avere avuto qualche forma di esperienza mistica( Greeley 1987),(9) mentre in un’altra ricerca(Davis, Lockwood, and Wright, 1991)(10) il 79% di un vasto campione riferisce di avere avuto peak experiences e le definisce come le esperienze più profonde ed importanti della propria vita.
Nella sua ricerca la Psicologia Transpersonale integra l’esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche orientali basate sulla meditazione come lo yoga, lo zen, il Sufismo e con quelle sciamaniche basate sull’estasi ed il contatto diretto con le forze della natura. Subisce inoltre una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con altre scienze quali: la sofrologia, la sociologia, l’antropologia e la parapsicologia.
Alla luce di queste considerazioni la Psicologia Transpersonale sembra connotarsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una integrazione tra principi e metodi psicologici e pratiche spirituali o rituali sciamanici, per una sintesi
mente, la meditazione, la spiritualità e la trascendenza, gli stati di coscienza ordinari e non ordinari, mistici, estatici o sciamanici.

La storia
William James, pioniere della psicologia, fù il primo a studiare le esperienze mistiche considerandoli eventi psicologici quanto religiosi.
In The Varieties of Religious Experiences (12), James considera le esperienze mistiche come un sano e naturale impulso, fondamento di ogni religione.
Freud e le successive scuole di psicoanalisi stigmatizzarono queste esperienze definendole fantasie regressive allo stato uterino; i Comportamentisti spostarono definitivamente l’attenzione della scienza dal mondo degli stati di coscienza a quello del comportamento.

Ma collateralmente alle tendenze dominanti sopravvisse un pensiero, sostenuto da studiosi eterogenei per formazione e provenienza che continuò a mantenere la trascendenza dell’io e l’esperienza spirituale al centro della propria ricerca psicologica.
Primo fra tutti è da citare Carl Gustav Jung il quale postulò l’esistenza di un Inconscio Collettivo, inizialmente da lui stesso definito “Uberpersonliche (Transpersonale).(13) Tale inconscio sarebbe l’artefice della fondamentale interconnessione di ogni psiche individuale e sarebbe popolato da Archetipi i quali costituiscono la base stessa di ogni esperienza transpersonale.
Secondo Jung, noi facciamo indirettamente esperienza degli archetipi attraverso i sogni, i simboli, le favole, i rituali, mentre le esperienze mistiche ci consentono l’accesso diretto al mondo archetipico. Egli arrivò ad indicare nell’esperienza spirituale la via maestra per l’uscita dalle nevrosi.

Abraham Maslow (14) fu il fondatore della Psicologia Umanistica e gettò le basi, forse più di chiunque altro, per la nascita della Psicologia Transpersonale in quanto forza organizzata all’interno del panorama delle teorie psicologiche. Egli stesso considerò la Psicologia Umanistica, che definì la Terza Forza della psicologia, dopo la psicoanalisi e il comportamentismo come transitoria, come una preparazione per una “ancora più alta Quarta Psicologia, transpersonale, transumana” centrata nel cosmo più che sui bisogni ed interessi umani e che andasse oltre concetti quali, umanità, identità, autorealizzazione personale, verso una trascendenza del sè.

Roberto Assaggioli(15)ebbe il grande merito di trascendere per primo i limiti della psicoanalisi proponendo una Psicosintesi che consentisse all’individuo di ampliare i suoi confini personali verso la realizzazione di un Sè Transpersonale. Sembra inoltre che fù lui a coniare per primo il termine Psicologia Transpersonale.

Pierre Weil,(16)è uno dei grandi vecchi della Psicologia Transpersonale tuttora viventi.
Egli, esplorando le dimensioni dell’esperienza interiore, come ci ricorda nel suo libro L’uomo senza frontiere, ha individuato una serie di confini che limitano l’uomo nella sua visione del mondo, definendo così, magistralmente, gli ambiti di intervento della Psicologia Transpersonale Essi sono: la coscienza, la memoria, l’evoluzione e la morte.
La conoscenza e la trascendenza di tali confini è infatti la principale prerogrativa del movimento transpersonale che opera con metodi scientifici per lo sviluppo della seguente tesi:
1. La coscienza è un flusso incessante ed illimitato. I limiti esistono solo nella mente dell’uomo.
2.La memoria va oltre la filogenesi e può risalire lungo la giornata evolutiva del vivente fino alla fonte stessa dell’energia vitale.
3.L’evoluzione umana non si ferma all’intelletto o alla fase della maturità sessuale ma procede verso qualità più elevate
quali: saggezza, amore, umiltà, compassione, consapevolezza, ecc.
4.La morte è solo un passaggio, un occasione per attingere nuove dimensioni dell’essere.

Stanislav Grof e Ken Wilber sono le figure attualmente più rappresentative del movimento transpersonale. Stan Grof,(17) come vedremo è stato uno dei primi ad elaborare un modello psicodinamico transpersonale, oltre che una mappa dell’esperienza interiore e una metodologia psicoterapeutica ad approccio transpersonale. Ken Wilber(18) è da considerarsi senza dubbio il più prolifico teorico transpersonale vivente, egli ha, tra l’altro elaborato un modello di sviluppo della coscienza che consente di integrare i vari modelli psicologici, cognitivo, morale, psicodinamico e spirituale.
Altri autori che collateralmente hanno nutrito il grande fiume del transpersonale sono da considerarsi: Karen Horney(19) con il suo concetto di “Vero Sè”, Victor Frankl(20) il quale basava il suo lavoro sulla ricerca del significato e sulla nozione di “autotrascendenza”. Carl Rogers(21) che includeva il concetto di
“potere spirituale trascendente” tra le caratteristiche di una persona pienamente funzionante e Fritz Perls(22) che fu profondamente influenzato dallo Zen nella elaborazione della sua Terapia della Gestalt.

In Italia, come accennato, gli autori che più anno contribuito alla elaborazione teorica e alla diffusione del movimento transpersonale sono Laura Boggio Gilot, Arturo De Luca e chi scrive. La Boggio Gilot nei suoi testi esplora la Psicologia
Transpersonale alla luce della Psicosintesi e della meditazione Vedanta. Arturo De Luca coglie la dimensione transpersonale attraverso il Reberthing e la Respirazione Olotropica di Grof. Chi scrive, come vedremo, ha elaborato la Biotransenergetica una disciplina Transpersonale influenzata dalle antiche tradizioni sciamaniche.

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