ITI - Integral transpersonal Institute

Sul Transpersonale (2)

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Sul Transpersonale (2)

Che fare?

 

P. L Lattuada M.D., Ph. D.

Apro le mail e leggo che la piccola grande Marisa, donna con cuore di madre dal profondo Mali, invoca aiuto per un negretto afflitto da una malattia gravissima che gli ustiona la pelle, nel frattempo apro la tv e leggo che 100 bimbi Haitiani sono stati trovati morti sotto le macerie delle loro scuola, cento tra i centomila morti, notizia nella notizia, che non fa più effetto. La notizia successiva parla dei kamikaze che a Kabul seminano il terrore. Dell’Iraq della Palestina e del Darfur non si parla più anche se la gente continua a vivere nel dramma e a convivere con la morte, anche del Congo dove bimbi a centinaia sono cacciati dalle loro case, torturati e uccisi perché accusati di stregoneria, non se ne parla più, come della Birmania dove i prigionieri politici muoiono a manciate nei campi di lavoro forzati o del Tibet dove i Cinesi continuano a perpetrare lo stupro di una cultura millenaria e di un popolo fiero e saggio.

E quante saranno le disgrazie che sto tralasciando, a cominciare da quella di casa nostra, come i terremotati dell’Aquila o la vita nei paesi strozzati dalla mafia.
Che fare’ si chiedeva Lenin, prima di fare la rivoluzione, una rivoluzione che produsse negli anni molti più morti dell’olocausto. Mao invece che fare lo aveva ben chiaro quando con la rivoluzione culturale sterminò i cinesi a milioni, più di Pol Pot e Hitler messi insieme, poco prima che noi giovani animati dall’immaginazione al potere scendevamo in piazza a scandire, con certezza proletaria Viva Marx, Viva Lenin, Viva Mao Tse Tung, Viva il compagno Giuseppe Stalin terrore dei fascisti, terrore dei padroni.

Che fare? Niente rivoluzione, bisogna esportare la democrazia, bisogna lasciare fare agli Stati Uniti e ai loro alleati.
Bene, ecco un breve elenco dei risultati dell’esportazione della civiltà definitiva, quella occidentale a favore dei popoli sottosviluppati:

Guerra di corea: 1950-1953

Mobilitati: 326.683
Morti : 36 574
Feriti: 103 284
Costi: 320 miliardi di dollari

Vietnam: 1964-1973

Mobilitati: 549.000
Morti: 58209
Feriti: 153 303
Costi: 636 miliardi di dollari

Golfo: 1990 1991

Mobilitati 694.550
Morti: 382
Feriti: 467
Costi: 96 miliardi di dollari

Afghanistan 2001-2009

Mobilitati: 71.000
Morti: 929
Costi: 171 miliardi di dollari

Iraq: 2003-2009

Mobilitati: 115.000
Morti: 4367
Costi: 648 miliardi di dollari

Quanti Ho Ci Min, quanti Bin Laden, quante torri gemelle, quanti Saddam Hussein, quanti kamikaze ci sarebbero voluti o ci vorranno e quante vite e quanti secoli per raggiungere un tale numero di morti e feriti?
Quante volte si sarebbe risolta la fame del mondo, la povertà o il traffico internazionale di stupefacenti con DUEMILA MILIARDI DI DOLLARI?

La risposta My friend is not blowing in the wind è sotto gli occhi di tutti.
Che fare?
Madre Teresa o George Bush, Gandhi o Che Guevara, Emergency o Greenpeace, missionari o imprenditori, carità o rivoluzione?
E/e, direbbe il saggio. Niente affatto signor saggio, la filosofia è bella ma la realtà quotidiana è un’altra. Ciascuno di noi, se fortunato, ha un lavoro, una famiglia da mantenere, un Ego da nutrire, una posizione da difendere, degli amici da frequentare, un utopia da seguire, non può fare tutto.
Si deve scegliere, ciascuno deve scegliere.
Che fare?
Si dice che spiritualità sia partecipazione. L’individuo prega lo spirito discende, chiedi e ti sarà dato.
Cosa chiedere?
Frigoriferi e carta igienica per ogni Cinese? Addio pianeta.
Cibo, case e aria condizionata per ogni africano? Addio pianeta.
Girare lo sguardo dall’altra parte e continuare la propria vita? Addio partecipazione, addio anima.
Attendo a ciò che chiedi uomo perché ti verrà dato.
Che fare?
Portare la Buona Novella nel mondo. Come gli Spagnoli nel nuovo mondo? Come i Cristiani in Terra Santa? Come i cattolici con gli Albigesi. Come i Protestanti con gli Indios dell’Amazzonia?
No grazie.
Che fare?
Quando ti fermio e ascolti, dentro di te trovi l’universo intero, trovi il torturatore e la vittima, l’affamato e il capitalista, il mendicante e il benefattore, l’assassino e il santo.
Accoglierli, accettarli ed amarli incondizionatamente, senza giudizio potrebbe forse essere un buon inizio. Solo un inizio.
Poi forse potresti insegnare agli altri a farlo, se sei abbastanza coraggioso, presuntuoso e pazzo da correre questo rischio.
Poi forse potresti dirlo in giro, contribuire a fare cultura, una cultura transpersonale fondata su di una spiritualità, laica, aconfessionale, partecipativa.
Fondata su amore compassionevole e osservazione compassionevole.

Forse

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