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Sul Transpersonale (16)

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Tai chi: la dinamica originaria

 

Pier Luigi Lattuada M.D, Ph.D.

L’energia vitale sembra connotarsi come un flusso caratterizzato da polarità e ritmo. Questo significa che ogni essere vivente pulsa e si muove.
Basandosi su questo semplice presupposto un certo pensiero scientifico moderno e le antiche tradizioni millenarie come quella Taoista hanno costruito sistemi di pensiero e “tecnologie”cioè strumenti operativi che coincidono.

Lo sguardo scientifico olistico-sistemico considera la salute come una condizione che rispetta la dinamica originaria del vivente.
W. Reich, il famoso medico psicoanalista del secolo scorso, descrive la pulsazione biologica tipica dell’organismo vivente come un processo che si svolge secondo quattro fasi: carica bioelettrica-tensione meccanica-scarica bioelettrica-distensione meccanica. Quando, armonicamente, alla contrazione segue l’espansione, alla tensione il rilassamento, all’inspirazione l’espirazione, si rispetta la “formula della vita” e l’organismo è così in grado di mantenersi sano.

F. Capra, fisico e autore di libri di grande successo, approfondisce le proprietà tipiche del vivente portando l’accento sulla sua capacità di organizzazione, cioè di mantenere il suo equilibrio o di ritrovarlo qualora perduto. Ogni organismo vivente, infatti, nell’interazione con il mondo esterno perde costantemente il suo equilibrio, ma possiede la capacità di ritrovarlo. Quando vengono create le condizioni giuste, cioè quando viene rispettata la “formula della vita” ogni organismo vivente può espletare liberamente le sue funzioni di auto-rinnovamento e auto-trascendenza che gli consentono di auto-guarirsi ed evolvere in complessità.

Il Taoismo dal canto suo, procedendo col pensiero analogico tipico delle antiche tradizioni, descrive l’universo animato dal gioco giocato dai due noti principi dello yin e dello yang. Principi ordinatori ai quali si conformano i diecimila esseri.
Anche la tradizione giudaico-cristiana nelle scritture delle origini ci rimanda alla dinamica tra logos e natura, spirito e materia. Il nome stesso di Dio, Jahweh cela al suo interno i principi del maschile e del femminile, dello yin e dello yang: Jod sta per il Nome del Padre, il Signore, il Logos e Evé sta per Eva, la Dea madre, la natura e le sue forze.

Ed è proprio in questa dinamica che trova il suo significato e il suo valore l’azione del Tai Chi.
Laddove il corpo ed i suoi movimenti rappresentano, la Madre, la natura, il femminile, e la mente, intesa come attenzione consapevole, rappresenta il Padre, Logos, il principio ordinatore.

Nella pratica del Tai Chi, movimento e consapevolezza, fluidità e struttura dialogano creando le condizioni per il rispetto della “formula della vita”consentendo così all’organismo vivente di conformarsi al Tao.
In termini psicofisici, potremmo dire che il Tai chi si configuri come il veicolo che introduce gradualmente e sempre più in profondità nell’organismo il rispetto della dinamica originaria. Millenni di storia ci confermano che la pratica continuativa del Tai chi opera dapprima sulla struttura muscolare e sulla postura, procedendo i benefici attingono gli organi e gli apparati più interni, per arrivare poi ai sistema neurovegetativo e nervoso centrale.

Dal punto di vista psico-spirituale, l’incremento energetico e la miglior fluidità dell’organismo producono come effetto collaterale un espansione della coscienza e una

graduale liberazione dalle identificazioni emotive della storia personale aprendo così la strada all’espressione più piena delle potenzialità creative del vivente.
Movimento, fluidità, creatività sono termini che evocano l’elemento acqua. La pratica del Tai chi in acqua sinergizza l’esperienza interiore con l’azione delll’ ambiente esteriore in un dialogo nel quale microcosmo e macrocosmo si alleano in direzione all’armonia.

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