ITI - Integral transpersonal Institute

Sul Transpersonale (14)

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Sul Transpersonale (14)

Sciamani e scienziati: Il ritorno del transpersonale

 

P. L. Lattuada M.D., Ph .D.

“Il pensiero scientifico moderno – in fisica, in biologia e in psicologia – sta avviandosi verso una visione della realtà che è molto vicina alle concezioni dei mistici e di molte culture tradizionali, in cui la conoscenza della mente e del corpo dell’uomo e la pratica dell’arte della guarigione sono parti integranti della filosofia naturale e della disciplina spirituale”. F.Capra

All’inizio era lo sciamano. Per millenni, prima della storia raccontata, la mente estatica ha regnato incontrastata.
Nell’esperienza diretta della natura e delle sue forze lo sciamano trovava le divinità ed i demoni, i maestri e i giustizieri, la conoscenza e la cura. Anche in seguito, con l’ingresso dell’uomo nella storia, la letteratura ci riporta, costantemente, di piccoli e grandi uomini, protagonisti di esperienze nelle quali il senso del sè sembra dilatarsi oltre i normali limiti ed unirsi con le forze dell’universo.

Sempre, fino alla nascita del pensiero scientifico, questo tipo di esperienze che potremmo chiamare, estatiche o mistiche o trascendenti o, appunto, transpersonali, sono state trattate con estremo rispetto, tanto da occupare una posizione centrale nella vita degli individui e delle loro comunità.
E venne lo scienziato.
All’indigeno si sostituì l’indagine, all’esperienza estatica la misurazione. L’incanto estatico, magico ed inquietante dello sciamano, venne definitivamente ricondotto nel grembo rassicurante della ragione. La natura smise di animarsi di divinità protettrici o terrifiche per farsi luogo di dominio, controllo e sottomissione. Alla danza di shiva si sostitui il metallo della conquista.
All’apoteosi del pensiero scientifico si accompagnò la spartizione del mondo tra vincitori, gli scienziati civilizzati, e perdenti, gli sciamani selvaggi. Ma la conquista non si consumò fino in fondo. Mentre il progresso tecnologico parcellizzava il sapere attribuendo al medico la giurisdizione sul copro, al sacerdote quella sulllo spirito, allo psicologo quella sulla psiche, ecc, la mente non vista dello sciamano, ha continuato, nei secoli, a recitare, seppur inosservata dai più il suo canto bizzarro.
A tutt’oggi la si incontra agonizzante nelle tribù confinate alle periferie del mondo. La si intravede, maldestra, nei riti profani delle moltitudini urabane, gaia, nella follia lucida di profeti e viandanti, impaziente nella smania estatica di giovani inquieti, politicizzata nella militanza ecologica, presente a se stessa nell’ormai vasto mondo dei ricercatori spirituali di fine millennio.
Da alcuni decenni è venuto sviluppandosi un movimento di pensiero nel campo della psicologia: La Psicologia Transpersonale, che raccoglie l’eredità della mente estatica dello sciamano e delle antiche tradizioni spirituali, rivolgendosi ad esse con umiltà e rispetto da un lato e conferendole, dall’altro, garanzie di validità e dignità di scienza. Nonostante esistano numerose organizzazioni internazionali, centinaia di testi pubblicati, decine di ricercatori ed autori affermati, la cultura transpersonale è ancora sconosciuta ai più. Intento di questi nostri articoli è condividere un sapere che ha attraversato i secoli meritandosi il nome di Filosofia perenne e che attualmente si ripropone nella veste del sapere transpersonale.
Il termine Transpersonale deriva dalla psicologia, sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli, il creatore della Psicosintesi ed in seguito da Gustav Jung. La prima associazione di Psicologia Transpersonale fu fondata negli Stati Uniti nel 1969 ad opera di personalità quali: Charlotte Buhler, Abraham Maslow, Allan Watts, Arthur Koestler, Viktor Frankl.
La Psicologia Transpersonale si caratterizza come il contributo degli ambienti scientifici allo studio e alla comprensione dell’esperienza interiore di ordine trascendente. Esperienza che nel corso dei secoli ha ricevuto,dalle diverse tradizioni numerose denominazioni: estasi mistica, esperienza cosmica, coscienza cosmica, esperienza oceanica, nirvana, satori, samadhi, regno dei cieli ecc. Nella sua ricerca, la Psicologia Transpersonale integra l’esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche

orientali basate sulla meditazione come lo yoga, lo zen, il Sufismo e con quelle sciamaniche basate sull’estasi ed il contatto diretto con le forze della natura. Subisce inoltre una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con altre scienze quali: la sofrologia, la sociologia, l’antropologia e la parapsicologia. Per questo il movimento transpersonale ha travalicato i confini della psicologia per proporsi come un vasto movimento di pensiero e di ricerca che opera per una sintesi progressiva delle conoscenze nel campo degli stati di coscienza ed in particolare degli stati, cosidetti, superiori. Opera in definitiva per restituire la mente estatica alla coscienza dell’umanità, liberandola da millenni di persecuzioni e per riaffermare quella cultura della condivisione che l’umanità presa dalla sua corsa al potere ed al profitto ha perso per strada. Opera per condurre la coscienza del vivente oltre i confini dogmatici ed utilitaristici della mente razionale.

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