ITI - Integral transpersonal Institute

Sul Transpersonale (11)

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Sul Transpersonale (11)

Peccato?

P. L. Lattuada M.D., Ph.D.

Partiamo dal peccato originale, il peccato meno peccato di tutti quelli compiuti.
Peccato o non peccato?
Certo, peccato, dicono i colpevolisti, (inveterati dogmatici) ha disubbidito al Signore. Ha fatto Male.
Ma che peccato, dicono gli innocentisti, (sporchi relativisti) ha consentito la nascita dell’umanità, ha compiuto il suo dovere, si è sacrificato. Ha fatto bene.
A questo punto Luis, ancora una volta si ricordò del sesto comandamento: non commettere atti impuri, cioè non confondere. Non confondere il bene con il male. Il bene è bene, il male è male. E’ vero ma dove?
Dove?
Certo dove, se è bisogna anche specificare dove è, cioè il contesto. Non essere dogmatici significa definire il contesto delle proprie affermazioni, non essere relativisti significa definire il contesto delle proprie affermazioni. Ecco un semplice atto che metterebbe tutti d’accordo, sempre. Ecco come uscire dal giudizio, definendo il contesto delle proprie affermazioni.
Si grazie ma di contesto non ce n’è solo uno, sono svariati: il contesto geografico, quello culturale, quello temporale, quello storico, quello sociale, quello psicologico, quello politico. Il chiarimento del maggior numero di contesti favorisce l’uscita dal giudizio, si tratta di ciò che definiamo conoscenza. Quanto più contesti vengono chiariti a proposito di un fatto sul quale si voglia enunciare un affermazione quanto più la conoscenza che si ottiene di quel fatto. Una conoscenza che favorisca garanzie di validità si definisce scienza. Scienza è definire contesti, prima di qualsiasi altra cosa.
Il contesto più contesto di tutti, cioè quello che definisce gli altri, è la coscienza, o meglio lo stato di coscienza. Oggi potremmo dire che il contesto più contesto di tutti sia il Transe. Il contesto mente inconscia, mente conscia o Mente superconscia, Mondo della Conoscenza, Mondo della Consapevolezza, Mondo dell’essenza, Modo Letterale o Modo Ulteriore, ci parlano del nostro modo di conoscere, cioè di fare esperienza di tutti gli altri contesti, cioè di essere.
Conoscere il Transe nel quale siamo ci consente di conoscere ( e partecipare a creare) il mondo nel quale viviamo.
Ne consegue che una conoscenza che voglia fornire garanzie di validità, cioè la scienza, se vuole definirsi tale non può trascurare i Sistemi di Coscienza e i suoi stati (Transe).
Una Scienza è o dovrebbe essere sempre anche una Scienza delle Coscienza.
Quindi, per tornare a bomba, dov’è la colpa? Dov’è l’errore?
Nel Mondo della Conoscenza, nel sistema di coscienza razionale della mente conscia che usa il modo letterale per conoscere la realtà: il bene è bene e il male è male, sempre.
In quel particolare contesto religioso filosofico definito dal Cristianesimo, all’interno del Mondo delle Conoscenza, eccetera, l’uomo è un peccatore che commette il male e per questo deve sentirsi in colpa e pentirsi.
In un altro insieme di contesti, nel Mondo delle Consapevolezza, nel sistema di coscienza unitiva della Mente Superconscia che usa il Modo Ulteriore per conoscere la realtà: il bene è bene, il male è male, il bene è male, il male è bene.
Questo significa, ancora una volta cari signori dogmatici che il bene è bene e il male è male (nessuno ve lo tocca) ma è trasceso e incluso nel bene male, male bene.
Calma cari signori relativisti, questo non significa che va tutto bene, va bene quando ti accorgi del bene che c’è nel male e del male che c’è nel bene. Tutto va bene, ancora una volta quando non giudichi: è bene, è male, ma osservi il bene e il male, cioè ti accorgi di

cosa è bene e di cosa è male, allora il male è bene, il bene è male. Hai compiuto il miracolo, ti sei salvato. La parola è stata detta, Cristo è sceso per te, morto in croce e Risorto. Sei tornato nell’Eden, nel giardino dell’unità dove ogni dualismo si ricompone, ogni due si fa uno e l’essenza si svela.

Nel regno dell’uno, bene e male, giusto e sbagliato, peccato e redenzione, colpa e perdono si risolvono nell’Essere, il Dio dai mille nomi, che alcuni chiamano Cristo.

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