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Per RIZA Psicosomatica: pratiche di guarigione (4)

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Per RIZA Psicosomatica: pratiche di guarigione (4)

Il corpo vuole sognare: Piero Angela e i testi sacri

 

P. L. Lattuada M.D., Ph. D.

Il corpo vuole sognare: è il titolo di una serie di incontri tenuti a Milano, al centro Om Perchè, spesso ce ne dimentichiamo, ma il corpo vuole sognare.
Non sono un profondo conoscitore dei testi sacri delle grandi religioni rivelate, ma da bambino ho fatto il chierichetto. Ho frequentato il catechismo e l’oratorio. Il risultato di lunghi anni di frequentazione dei luoghi e delle persone della chiesa cattolica è stato il mio allontanamento da Dio per un’altra buona manciata di anni. Pretesto, direte voi. Certo, ma ditelo ad un ragazzetto di sedici anni, incazzato col mondo in pieno Sessantotto.

Dio l’ho ritrovato, Grazie a Dio, tra i muri scrostati, i volti neri e sudati, le immagini sbiadite di santi e demoni (tutti insieme appassionatamente) dei terreiros di Umbanda. Un terreiro di Umbanda è il luogo (ce ne sono decine di migliaia in Brasile) dove si professano quei culti sincretici, di derivazione sciamanica al cui solo pensiero la gente per bene inorridisce e Piero Angela si tocca i cosidetti (ma di nascosto perché tanto lui non ci crede). Macumba, Vodum e cose del genere.

Considerazione numero uno: Il catechismo può allontanare da Dio, lo sciamanesimo avvicinare. Se è successo ad uno dei tuoi figli, o mio Signore, questo significa che può succedere anche ad altri. Quando rivolsi questa domanda a nostro Signore Gesù Cristo, dal suo cuore emanò radioso un sorriso di assenso. E io mi fidai.

Da allora sono trascorsi diciott’anni. Tra grandi slanci e rovinose cadute, stolte presunzioni e geniali intuizioni, prove iniziatiche e tormenti ordinari, doni d’amore e passaggi nell’ombra ho percorso e gradualmente individuato la mia via del cuore. Una via che condivido con chi mi segue e che insegno sotto il nome di Biotransenergetica.

Lascia subito che ti dica che aver trovato la via non significa essere arrivati, ma significa essere finalmente in cammino invece che girare a vuoto nella selva oscura; non significa aver smesso di soffrire ma aver smesso di soffrire invano. Quando sei sulla via comprendi che tutte le vie sono la via, ma se non sei sulla via tutte le vie ti sembreranno diverse, e continuerai a cercare e a perdere il tuo tempo. Quando trovi la tua via, la via stessa è il paradiso e ovunque tu guardi vedi lo sguardo di Dio.

Considerazione numero due: Quando sei sulla via te ne accorgi, quando non lo sei, no.
Si lo so, abbiamo lasciato indietro i testi sacri e Piero Angela.
Dobbiamo allora tornare a seguire le vicende del ragazzetto incazzato, il quale lasciato l’oratorio e trovato il Sessantotto non è che avesse risolto la sua vita. Cambiare il mondo o guarirlo? Cambiarlo non si riesce, proviamo a guarirlo. L’anima non c’è, quindi niente testi sacri, non ci resta che Piero Angela, iscriviamoci a medicina. Così come lunghi anni di oratorio mi avevano allontanato da Dio, lunghi e duri anni di medicina mi allontanarono (per mia fortuna?) da Piero Angela. Ogni illusione di poter curare qualcuno con ciò che mi era stato insegnato era crollata inequivocabilmente. E riecco gli sciamani.

I volti neri e sudati, i canti e gli incensi, i santi e i demoni, le mani callose sul tuo corpo con la pretesa di curarti non solo nel fisico ma anche nello spirito. E riecco la melodia dei semplici: è l’amore che cura. Ed ecco l’incontro con il maestro.
Considerazione numero tre: via uguale cuore, selva oscura uguale mente.

In definitiva, fino all’incontro con il maestro, la vita del ragazzetto era stata costellata da preti o chi per essi, con la pretesa di dire Cosa si doveva fare e Cosa non si doveva fare, e da scienziati con la pretesa
di rispondere ai suoi Perché. Nessuno si era mai azzardato a insegnargli il Come.

Il maestro, depositato nel cuore dei diversi sciamani che ho incontrato, anziché dirmi cosa fare o cosa non fare, mi ha insegnato i suoi segreti. Anziché darmi le risposte mi ha portato nel luogo dove ci sono tutte le risposte, anziché impormi verità mi ha detto: Vieni, guarda coi tuoi occhi, ecco come stanno le cose. Allora io ho visto, allora io ho trovato. Come ti ha portato e dove è quel luogo, direte voi? Mi ha insegnato ad espandere la coscienza perché quel luogo è uno stato di coscienza. Mi ha insegnato la transe estatica perché quel luogo è oltre la mente. Considerazione numero quattro: è possibile insegnare e imparare come andare oltre la mente.

Ci troviamo pertanto davanti a tre figure: Il prete, lo scienziato e lo sciamano. Si tratta di tre figure reali, in quanto appartenenti all’esperienza di individui reali (ad esempio di chi scrive), ma anche e soprattutto archetipiche, vale a dire figure rappresentative di tre diversi modi di

stare nel mondo. Del prete e dello scienziato se ne sa. Due parole sullo sciamano sul quale, essendo l’attuale perdente, se ne sa poco.
Lo sciamano, in letteratura è descritto come il maestro dell’estasi, cioè come colui in grado di andare oltre la mente e navigare l’oceano della coscienza. Nella tradizione viene dato come, ad un tempo, medico e sacerdote, nell’immaginario collettivo, per alcuni è un ciarlatano psicopatico per altri l’incarnazione stessa del potere.

In Biotransenergetica lo sciamano è il maestro. Vediamo di approfondire le quattro considerazioni sopracitate per comprendere un po’ meglio la “via sciamanica che sta alla base della Biotransenergetica:
1. Il maestro che ti prende per mano dice: Non temere figlio mio, per arrivare in un posto che non conosci devi percorrere una strada che non conosci. Fidati, lascia tutto e seguimi, non temere di sbagliare, ogni errore è giusto e ti porterà dove devi andare. Fiducia, quindi e Transe Estatico.
2. Quando sei sulla via te ne accorgi. Non è con la prima attenzione, quella della mente che pianifica e cerca di risolvere i problemi che troverai la via, ma con la seconda attenzione, quella che riconosce il processo e gli alleati lungo il cammino. Fiducia, Estasi ma Osservazione consapevole, quindi.
3. Non c ‘è altra via se non quella del cuore. Per quanto tu sappia, a nulla ti servirà se non saprai riconoscere gli agguati della mente, per quanto tu abbia, quando te ne andrai porterai con te solo l’amore che avrai saputo donare, per quanto tu faccia la tua sofferenza sarà determinata dall’amore che non sai mettere nel mondo. L’Amore
4. Il modo è tutto. Ma non può essere detto. Esiste un luogo dove tu puoi andare e vedere le cose come sono, oltre le illusioni della mente. Esistono alleati in grado di condurti là. La Via. Il corpo del Sogno.
Le diverse tradizioni hanno cercato di indicare quel luogo con diverse metafore: Coscienza Suprema, Akasha, Via, Tao, Dharma, Regno dei Cieli, Fondamento, Aruanda, Orùm, Nirvana, etc… Gli aborigeni Australiani parlano di Corpo del Sogno, e la Biotransenergetica con loro.
La Biotransenergetica è una delle tante vie in grado di padroneggiare la consapevolezza del cambiamento e condurti là, nel corpo del sogno, dove tutte le vie sono una perché ciascuno è sulla propria.
Sviluppa la prima attenzione per operare nella realtà ordinaria della propria vita di tutti i giorni. Sviluppa la seconda attenzione per accedere al corpo del sogno e percorrere il cammino del cuore, un cammino che non si limita al benessere ma vuole sfida, potere personale, libertà, vuole disponibilità all’ amore e alla sofferenza, a consapevolezza ed errori, morti e rinascite, vuole responsabilità per sostenere il significato spirituale della propria esistenza, guarirsi e guarire, sentirsi liberi dalla vita e dalla morte, preservare il sacro potere della propria vita e delle forze della natura.

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