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Per RIZA Psicosomatica: pratiche di guarigione (1)

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Per RIZA Psicosomatica: pratiche di guarigione (1)

L’anima bianca: la medianità.

Adriana Verlangieri

Brasilia non è solo la capitale del Brasile, molti la identificano come la capitale del “Terzo Millennio”. Sembra che anche Don Giovanni Bosco, nel 1883, abbia parlato di una città dove sarebbe sorta la nuova civiltà del prossimo millennio; essa sarebbe nata ai bordi di un lago artificiale, tra il quindicesimo e il ventesimo parallelo, riferimenti questi perfettamente calzanti alla capitale brasiliana. Ebbene Brasilia, e tutto il Planalto Central, è un territorio di fenomeni paranormali, incorporazioni, materializzazioni, contatti con entità provenienti da altri pianeti e altre dimensioni, incursioni di dischi volanti, sede di guaritori e di interessanti comunità religiose e spirituali. Vediamo adesso alcune realtà.

Vale do Amanhecer.

Impiantato a 50 Km da Brasilia, nei dintorni di Planaltina, la Vale do Amanhecer (Valle del Sole che nasce) è senza dubbio la più straordinaria esperienza comunitaria di sincretismo religioso creato da una donna di grandi capacità extrasensoriali, conosciuta come Tia Neiva. Ella possedeva la capacità di vivere in piani differenti e comunicare simultaneamente con ognuno di essi: la materia densa, il mondo eterico e il piano spirituale. Era in contatto con diverse guide ed entità, la più importante era il “Cacique” Seta Branca, che in una precedente incarnazione sembra sia stato San Francesco di Assisi, fu lui ad indicarle il luogo dove doveva nascere la Vale, questo accadde nel 1969.

Neiva sviluppò una relazione molto intensa con gli abitanti di un pianeta chiamato Capela, che ebbe un ruolo fondamentale nella strutturazione della comunità. Ella infatti affermava che questo pianeta si trova in un‟altra dimensione, ma sullo stesso piano della Terra e che qui si incarnano e disincarnano solo spiriti provenienti da quel pianeta.

La maggior parte degli abitanti della Vale sono medium, essi, pur risedendo nella comunità, lavorano fuori. Esiste una linea di autobus, negozietti per la vendita di souvenir e oggetti comuni, diversi snack-bar, una libreria, un corso di taglio e cucito e un orfanotrofio con circa 200 bambini mantenuti dall‟ordine religioso. Secondo Mario Sassi, sociologo e marito di Neiva, quelli che arrivano alla Vale sono normalmente i rifiuti della società, persone che fuori hanno fallito, ma l‟Ordine non interferisce sulla vita dei suoi abitanti.

Dalla devozione alla carità – attraverso la cura, i passes magnetici o i consigli – la Vale do Amanhecer ha due importanti regole: l‟Ordine è radicalmente contro l‟alcool e non accetta alcun tipo di contribuzione sia sottoforma di denaro sia di regalo. I lavori vengono sostenuti attraverso collette volontarie tra i medium, piccole lotterie, i proventi dei negozietti della comunità e le attività di agricoltura.

La lideranza (leadership) spirituale è a carico di Pai Seta Branca, ma la Vale riceve molti altri spiriti (migliaia). Per il comando della parte terrena però è stato formato un Trinodo Dirigente, di cui ogni componente ha ricevuto il nome delle falangi (gruppo di spiriti) di cui faceva parte prima di incarnarsi. Tumuchy, lo stesso Mario Sassi, è legato ad una falange, che si incarnò tra i Greci, costituita da intellettuali e scienziati; Araken, il secondo dirigente, appartiene alla falange degli spiriti dalla mentalità esecutiva, spartana; Sumanam, il terzo, è la neutralità tra i due ed appartiene ad una linea di cura. Tia Neiva aveva un ruolo particolare, era la profetessa della Vale. Esiste poi un corpo di 39 Aggiunti, o “Principi della Corrente”, ognuno dei quali ha il suo “popolo” formato dall‟insieme di spiriti vivi che hanno lo stesso maestro.

La Vale do Amanhecer, oltre ad essere un centro di cura, è anche una scuola iniziatica; i medium “dottrinatori” o di “incorporazione” necessitano in media di 14 settimane per ricevere un riconoscimento ufficiale e per poter lavorare sugli altri. L‟uomo è chiamato “giaguaro” e la donna “ninfa”. Inoltre il simbolo del giaguaro è presente in tutti i canti dei rituali, esso rappresenta la forza della Terra ed anche la medianità, che è l‟unica forza sottile che è alla nostra portata.

La verità è che il ruolo della Vale do Amanhecer, come agglutinatore di religioni o, meglio, di essenze di religioni, e come formatore di medium, trascende qualsiasi riduzione del fenomeno a vecchie formule escatologiche- psicoanalitiche. Nel contesto di Brasilia (città proiettata nel futuro) è straordinario che nelle sue vicinanze si installi un movimento di carattere messianico, intenzionato a sviluppare il potenziale umano e sensoriale dell‟individuo, qualcosa di assolutamente incompatibile con il pragmatismo razionale.

All‟interno del tempio, dove si svolgono i principali lavori, sono presenti un‟enorme quantità di quadri rappresentanti entità dell‟Umbanda e di esseri di “strana” origine, tutti hanno una stessa caratteristica: gli occhi sono tutti dello stesso tipo, sinuosi e tirati verso l‟alto, come una specie di marca registrata degli spiriti che lavorano lì. Secondo alcune correnti esoteriche, essi identificano una razza di extraterrestri. Ma i concetti, la dottrina e la filosofia che permeano la Vale trascendono le speculazioni sopra una possibile origine extraterrena degli Orixás, la questione diventa secondaria davanti alla gigantesca struttura mistica generata dal sincretismo religioso.

Ma vediamo i principi fondamentali che guidano la teoria e la pratica della dottrina. Il concetto di medianità è basilare. La dottrina infatti dice che essa è la facoltà o, se vogliamo, la maniera in cui nell‟essere umano si manifesta una certa energia, essa emana dal corpo fisico e si coniuga, nella sua espressione, con i meccanismi psicofisici individuali. Essenzialmente è uguale in tutti gli esseri, ma varia da uno all‟altro per quantità, qualità e forma. Non esistono due medium uguali così come non esistono due esseri umani uguali. La medianità è la forza basica e strumentale di tutte le religioni. Un altro concetto accettato e applicato è quello del Karma. A tal proposito la dottrina spiega che “terminato il corso nella scuola terrena, lo spirito lascia il corpo ed entra in altre dimensioni, portando come bagaglio la sua anima e la conserva fin quando si trova nel cammino di evoluzione. L‟anima si alimenta nell‟essere, mentre è vivo, delle energie sottili prodotte dal corpo, dopo la morte, non possedendo più di un corpo per sostentarsi, ne cerca degli altri stabilendo una relazione inevitabile tra i vivi e i morti.

Il momento della disincarnazione esige di una assistenza nel piano spirituale e il processo completo dura circa 24 ore. Sembra poi che nei casi di morte improvvisa, come ad esempio in un incidente, il processo di disincarnazione abbia inizio prima che si verifichi l‟atto traumatico.

Vengono chiamati spiriti sofferenti o vagabondi, quegli spiriti che permangono nei piani che circondano la superficie della Terra, dove non esiste la luce del Sole, il suono o altre forme energetiche del piano fisico. Essi formano falangi e persino legioni che si alimentano delle energie sottili, fluidiche degli esseri umani, dell‟ectoplasma colto da piante, animali e culti di magia.

Si insegna che Exù è un nome generico attribuito a certi spiriti disincarnati, veri capi operanti del piano invisibile della Terra, generalmente sono stati esseri colti ed intelligenti che disincarnarono senza accettare il Cristianesimo. Alcuni di essi formano “scuole” e “università” manipolando potenti forze invisibili.

Per la dottrina della Vale l‟ossessione è un caso serio. L‟ossessore è uno spirito che mantiene, per affinità, una relazione con un essere umano incarnato, esso è sempre un nemico personale. L‟ossessore perseguita e assedia un individuo per riscattare un debito del passato, contratto in un precedente incontro in un‟altra incarnazione, nella quale tale spirito ebbe a soffrire molto. Un ossessore è capace di passare secoli rimuginando odio per un certo spirito, la qual cosa gli procura un grande ritardo nell‟evoluzione spirituale.

Abbiamo precedentemente accennato alla formazione dei due tipi di medium “dottrinatori” e di “incorporazione”. I primi, che in altre tradizioni sono chiamati “mentori”, hanno un ruolo importantissimo, il loro compito è quello di elevare gli spiriti sofferenti che si manifestano attraverso l‟incorporazione, alle volte è sufficiente lasciar esprimere lo spirito e trovare una modalità a lui comprensibile per trasformare l‟odio, ma nei casi di spiriti irriducibili a volte è necessaria una vera e propria battaglia che può essere vinta solo con una grande fermezza e impeccabilità di intento.

Che siano di luce o sofferenti gli spiriti incorporati devono obbedire al dottrinatore. I medium di incorporazione ricevono l‟influenza degli spiriti direttamente nel loro corpo, nel plesso solare perdendo così parte della loro coscienza. I medium dottrinatori ricevono questa influenza nella regione della testa, ciò rende ancora più vigile la coscienza. Viene spiegato che “se un medium riceve l‟influenza nella testa, egli agisce attraverso un processo psicologico, se la riceve nel centro del corpo allora agisce attraverso un processo fisiologico”. Per ragioni di ordine emozionale l‟incorporazione è più frequente nei medium donna, così come i dottrinatori sono prevalentemente uomini a causa della inclinazione tipica maschile verso il razionale.

Nei rituali di disossessione (Angical) i due medium lavorano sempre in coppia: il dottrinatore è identificato dalla croce che porta su di una fascia bianca, il medium di incorporazione che riceve l‟entità ha invece un triangolo rosso sulla fascia.

Anche qui la croce ha due bracci orizzontali (Cruz de Caravaca) di cui quello inferiore rappresenta l‟uomo fisico con il supporto materiale della vita, quello superiore lo spirito, l‟antenna del trascendente; su di essi è sempre avvolto un manto bianco che testimonia la presenza di Gesù Cristo tra noi, in questo modo viene respinta l‟orribile immagine di un Cristo sofferente che muore per una platea. In realtà Egli è straordinariamente vivo tra noi.

Nel novembre del 1985 moriva Tia Neiva, lasciando un‟organizzazione ben strutturata che, in verità, già funzionava senza la sua presenza, nel periodo in cui ella era gravemente inferma.

Cidade Eclética.

Nell‟aprile dello stesso anno muore un altro personaggio carismatico: Mestre Yokanaam, creatore di un movimento messianico somigliante.

Nel 1956, quando Brasilia non era ancora in progetto, lasciò il conforto di Rio de Janeiro, per installarsi assieme a 300 famiglie in una regione praticamente deserta del Planalto Central. Situata a 63 km da Brasilia, nasceva la comunità Fraternidade Eclética Espiritualista Universal, più conosciuta come Cidade Eclética. Essa si autodefinisce come I° Santuario Esseno del Brasile e delle Americhe. Come ben sappiamo dalle scuole occultiste, gli Esseni furono i detentori della tradizione Cabalistica che applicavano all‟interpretazione dei Testi Sacri.

Lo straordinario non si limita a questo, come Brasilia anche la Cidade Eclética ha una storia equivalente. Sebbene Yokanaam l‟avesse concepita come idea già nel 1929, finì con lo scoprire che Allan Kardec aveva profetizzato nel secolo passato che “il comando spirituale del mondo sarebbe mutato in breve tempo e sarebbe stato centralizzato da una dottrina il cui capo spirituale sarebbe sorto in Brasile annunziando l‟unificazione di tutte le religioni e scuole del Pianeta”. Kardec sicuramente parlava di Yokanaam e della sua opera – per lo meno così credono i membri della comunità.

In verità la comunità non nacque con l‟arrivo di questi pellegrini nel Planalto Central, ufficiosamente esiste dal 1942, quando Yokanaam cominciò a diffondere i suoi “Comandos Eclético Volantes”, e ufficialmente quando impiantò la matrice del movimento in Rio de Janeiro, quattro anni dopo.

Si racconta che nel 1944, mentre volava sopra il Planalto, il tenente Oceano de Sá, della FAB (Força Aérea Brasileira), ricevette un essere venuto dallo spazio che gli disse che aveva una missione da compiere sulla Terra e non per aria. “Smettila con questa storia di far carriera nella FAB, il tuo posto è per terra!” avrebbe completato questo essere. Ma Oceano non diede credito all‟avvenimento. Il risultato fu che l‟aereo precipitò in quel punto ed egli si svegliò in un ospedale. Quando aprì gli occhi al suo fianco c‟era lo stesso essere spaziale che gli domandò: “Adesso, hai capito?”. Oceano de Sá questa vota abbassò la testa, il giorno seguente lasciò la FAB e cominciò a farsi chiamare Yokanaam.

Oggi nella comunità vivono più di 600 persone, chiamati operai interni, esistono anche quelli esterni, che pur vivendo fuori della città sono in permanente contatto con i lavori dell‟organizzazione. L‟organizzazione conta su 12 filiali in Brasile, più una in Argentina e un‟altra in Paraguay. Si calcola intorno a 3000 il numero di persone legate al movimento.

Sebbene non si veda alcun segnale di lusso, l‟organizzazione provvede alle necessità di tutti, senza far uso di denaro all‟interno della comunità, ogni operaio interno ha diritto all‟abitazione e agli alimenti. Esiste una cucina comunitaria, palestre sportive, un aeroporto, una lavanderia comunitaria, un panificio, una Scuola Rurale, una fattoria, un salone per le feste e un ospedale che presta i suoi servizi ai membri della comunità e alla popolazione che risiede nella vicinanze. Esiste anche una scuola che dipende dalla Segreteria di Educazione dello stato di Goiás e che funziona anche come internato per i bambini bisognosi che in qualche modo vengono poi adottati dalle famiglie degli operai. Sebbene i membri della comunità abbiano una vita religiosa intensa, non praticano il celibato o qualsiasi altra forma di astinenza.

Per prendere passes o ricevere un trattamento spirituale il visitatore deve presentarsi alla Cidade Eclética in giorni e orari stabiliti. Il tempio è aperto alle visite tutti i giorni, ma per entrare nella comunità è necessaria la presenza di un cicerone membro della comunità ed adottare un vestiario decoroso.

La Cidade Eclética presenta due facce una esoterica (riservata agli iniziati nella comunità e di cui non si può parlare molto) ed una exoterica (di dominio pubblico) che si basa sui principi dell‟Evangelho da Umbanda Eclética (ben differente da quella tradizionale).

Acerrimo nemico dell‟Umbanda “africana”, come egli definiva le sette che utilizzano strumenti come galline, candele, stregonerie e la stessa riscossione di denaro per i lavori, Yokanaam creò l‟Umbanda Eclética proponendosi di unire tutte le religioni in ciò che esse hanno di più puro. “Non esiste religione superiore alla verità” egli diceva, che è poi lo stesso precetto utilizzato dalla Società Teosofica.

Il medium dell‟Umbanda Eclética non è molto differente da qualsiasi altro medium, tuttavia i rituali, il vestiario, i bagni e le orazioni sono originali. Yokanaam concepì un Altare Universale Simbolico accettabile per tutti i religiosi, in esso troviamo una croce, una Bibbia, un candelabro con tre candele, un bicchiere d‟acqua e una brocca con fiori naturali.

L’incredibile João de Abadiâna.

Come può una persona incorporare uno spirito e realizzare cure spettacolari, usando le mani o rustici strumenti di taglio, senza anestesia? Come può eseguire operazioni indolori e senza versamento di sangue? Tali fenomeni comunissimi in Brasile rimangono senza risposta e senza spiegazioni da parte della scienza. In questa area dello Spiritismo il più famoso fu „Ze Arrigó che praticava a Congonhas do Campo (Minas Gerais). Si diceva che egli incorporasse il Dr. Fritz (un medico tedesco morto durante la prima guerra mondiale), in verità egli incorporava la Legione del Dr. Fritz – un gruppo di entità specialiste nel campo medico. Alla morte di Arrigó, 1971, ci fu un tempo in cui questo spazio rimase vuoto. In seguito si ebbe notizia di Édson Queiroz, che operava in Recife, João Teixeira da Faria in Abadiâna, io stessa nell‟estate del „90 lessi sulla rivista Manchete di guarigioni strabilianti operate dal Dr. Mauricio Magalhães in São Paulo (ma già soli due anni dopo i suoi poteri sembrava fossero esauriti), recentemente circolava voce di un altro personaggio nella regione di Alto Paraiso, e chissà quanti altri fanno cure ed operano con le stesse modalità di Arrigó incorporando queste entità della legião do Dr. Fritz, alcuni resistono nel tempo, altri, forse in seguito ad un non appropriato uso di tali poteri, vedono svanire questa meravigliosa possibilità nel giro di qualche mese o qualche anno. Sicuramente queste persone scelte dalle entità di cura per operare, sono degli strumenti della volontà di Dio di fornire occasioni alle persone sofferenti per intraprendere un cammino spirituale e meritare una guarigione. Non sta a noi umani giudicare le modalità e il percorso della guarigione e del merito. Anche per colui che opera questo fenomeno rappresenta un‟occasione per mettere alla prova la propria umiltà, il rispetto e l‟accettazione dei disegni Superiori, e non è sempre facile superare tale prova.

Ma vediamo João che dall‟età di 16 anni riceve 30 entità della legião. Quando viveva in Anápolis, lavorando come sarto, già riceveva una media di 100 persone al giorno per lavori spirituali. Nel 1976 si trasferì ad Abadiâna, e quattro anni dopo utilizzando esclusivamente le sue risorse, come lui stesso tiene a precisare, costruì il tempio dove lavora accanto a 280 medium. Nel quotidiano è agricoltore e agente immobiliare, sposato con cinque figli.

Si recano ad Abadiâna (localizzata a circa 100 km da Brasilia) migliaia di persone da tutte le parti del Brasile, e anche dall‟estero; è un vero pellegrinaggio, anche perché normalmente queste persone portano i casi più difficili, quelli cioè che la medicina ufficiale non è riuscita a risolvere.

La Casa Dom Inácio de Loyola, questo è il nome del centro, ha l‟aspetto di un ospedale dove vengono servite giornalmente circa 3000 persone con i disturbi più strani e João Abadiâna rappresenta nella maggior parte dei casi la tavola di salvezza. Alcuni dopo aver ottenuto la cura assumono la missione volontaria di portare là gli ammalati della propria regione. Salta agli occhi la semplicità e la povertà dell‟ambiente e dei frequentatori. Non si paga nulla per il trattamento, ma si pagano le bottigliette che contengono estratti di 246 erbe che completano il trattamento. João lavora con un assistente che gli fornisce gli strumenti di cui potrebbe aver bisogno, come garza, bisturi, acqua, forbici ed altri oggetti come coltelli da cucina. Chi assiste alle operazioni chirurgiche può inorridire di fronte alla crudezza delle incisioni effettuate con rozzi coltelli, delle estrazioni rapide di pezzi di tumori o altro, ricuciture fatte con ago e spago, senza anestesia, dolore o spargimento di sangue, su pazienti seduti o addirittura in piedi. Dopo un breve riposo su brandine poste in una cosiddetta sala di recupero, dove è assolutamente vietato parlare, i pazienti se ne vanno con le loro gambe.

L’ anima india: ayahuasca

Nel bacino amazzonico si è delineata, da tempo immemorabile, una figura di sciamano, la cui conoscenza deriva direttamente dagli spiriti di certe piante sacre che poi utilizza per le sue pratiche di cura. Si tratta del vegetalista. Ognuno di essi ha la propria pianta allucinogena preferita, o se vogliamo il proprio maestro. Questo tipo di sciamanesimo è ancora vivo in quei gruppi etnici che hanno mantenuto la loro identità culturale, oltre che il loro isolamento geografico. Accanto a queste realtà isolate esiste un vegetalismo mestiço perfettamente inserito nel contesto sociale e culturale urbano, basato sul culto dell‟ayahuasca usata come sacramento all‟interno di concetti religiosi ed esoterici di diverse tradizioni. Esso conserva intatta la sacralità della sua esperienza visionaria enfatizzando l‟aspetto terapeutico e spirituale, rappresentando oggi un interessante percorso iniziatico verso l‟evoluzione dell‟essere umano attraverso la trasformazione della coscienza. Questo tipo di vegetalismo si è sviluppato all‟inizio di questo secolo, nella foresta amazzonica in seguito ad avvenimenti che videro confluire, in questa regione, diverse culture di fronte allo stesso problema: la sofferenza dell‟essere umano e la sua origine, individuale e collettiva. Si andarono delineando tre dottrine religiose organizzate, la prima, chiamata Santo Daime, fondata da Raimundo Irineu Serra, è la più conosciuta in quanto si sta espandendo per tutto il Brasile, gli Stati Uniti, l‟Europa e il Giappone. La seconda, la Barquinha, fu fondata da Daniel Pereira de Matos ed infine la terza, fondata da Josè Gabriel da Costa, è conosciuta come União do Vegetal. Le prime due si svilupparono a Rio Branco (Acre), la terza a Porto Velho (Rondonia).

L‟importanza di questi tre movimenti è che alla base della loro esperienza c‟è il contatto diretto con il sacro, o come si potrebbe dire in termini junghiani, l‟esperienza diretta con il self. Il fenomeno Daime-Vegetal, nel corso di mezzo secolo ha prodotto in Brasile boati incredibili, come si può ben immaginare l‟impatto che avrebbe anche qui, in Italia, una religione che usa come sacramento una pianta allucinogena. Ma quello che è accaduto in Brasile fu che i seguaci di queste dottrine con molto coraggio, fermezza e serenità mostrarono ciò che era e ciò che produceva la bevanda. Le commissioni che vennero istituite, e che studiarono e osservarono il fenomeno non poterono non ammettere che grandi mutamenti avvenivano nel comportamento, nello stato di salute e nello stile di vita, a livello individuale e collettivo. Apparvero maestri di incomparabile sapienza, molti di essi senza essere alfabetizzati e senza alcuna cultura, si sono materializzate chiese con un gran numero di seguaci, con rituali le cui forme e tecnologie di lavoro noi non incontriamo mai, come è accaduto qui, senza radici storiche antecedenti. In Brasile questa bevanda, agli albori del terzo millennio si è imposta richiamando l‟attenzione del mondo, ma soprattutto di quella nuova “coscienza religiosa” che rappresenta la Cultura della Nuova Era.

Il Daime ha chiesto rispetto e gli è stato riconosciuto.

Il Santo Daime

La storia. Il movimento religioso del Santo Daime ha origine all‟inizio del secolo, per opera di Raimondo Irineu Serra, un maranhense figlio di schiavi, giunto in Amazzonia a causa del movimento migratorio dei nordestini relativo all‟estrazione del caucciù.

Il Maestro Irineu, durante il processo di apprendistato con l‟uso dell‟ayahuasca con gli indios peruviani, una delle prime volte che prendeva la bevanda, ebbe l‟apparizione di una donna. Ella si presentò a lui come la Regina della Foresta, ma anche come Nostra Signora della Concezione, in comtemporanea nell‟altro emisfero si verificavano le apparizioni di Fatima (Portogallo) e di Lourdes (Francia). Al Maestro Irineu, attraverso queste visioni, fu consegnata la chiave di conoscenza per l‟uso ritualistico della millenaria ayahuasca, ribattezzata Santo Daime, e tutti gli insegnamenti di una dottrina di tipo cristiano ed eclettico, riunendo tradizioni cattoliche, spiritualiste, esoteriche, africane, caboclas e indigene.

In seguito il Padrino Sebastião Mota de Melo avrebbe aperto il culto del Santo Daime al mondo.
Tale culto fu ufficializzato, nel 1974, attraverso la forma di società religiosa denominata CEFLURIS (Centro di Fluente Luz Universal Raimondo Irineu Serra), con sede attuale nella comunità-madre Vila Céu do Mapiá (stato di Amazonas). Il CEFLURIS è responsabile dell‟organizzazione della dottrina e della preparazione e distribuzione della bevanda sacramentale utilizzata nei rituali.

La Dottrina del Santo Daime, così come trasmise il Maestro Irineu, afferma i principi cristiani di perfezionamento personale della pratica della Carità, dell‟Amore, della Fraternità, della integrazione e rispetto per la Natura.
La biochimica. L’Ayahuasca é un decotto, fatto utilizzando esclusivamente acqua pura e due vegetali: la liana Jagube (Banisteriopsis Caapi) e la foglia Rainha (Psycotria Viridis) i cui principi attivi sono, rispettivamente, le - carboline (tra cui l‟armina e l‟armalina) e la Dimetiltriptamina (DMT). In maniera sintetica potremmo dire che la DMT è un‟alcaloide con una formula molto simile alla Serotonina, presente nel nostro organismo, la cui funzione è di modulare l‟intensità della risposta degli individui a stimoli sensoriali. La DMT assunta oralmente è inattiva, poiché nel suo percorso verso i recettori del sistema nervoso viene normalmente fermata da un enzima chiamato MAO (Monoammino-ossidasi) che controlla i livelli di concentrazione della Serotonina e delle sostanze esogene come appunto la DMT. Ma nell‟infuso essa diventa oralmente attiva data la presenza delle -carboline inibitrici della MAO e che preservano la concentrazione della DMT. Sembra incredibile come i popoli indigeni della regione amazzonica abbiano potuto combinare la foglia Rainha, contenente DMT, con il jagube, contenente armina, potente inibitore MAO, utilizzando quindi da sempre un meccanismo farmacologico noto alla scienza occidentale solo dal 1950. Questo lascia supporre che la conoscenza delle piante sacre sia stata acquisita per altra via. In presenza di armina, dunque, la DMT diventa un composto altamente psicoattivo che entra nel circolo sanguigno e arriva a superare la barriera emato-encefalica, penetrando nel cervello. L‟esperienza che ne segue, dovuta al lento rilascio di DMT, ha una durata che va dalle 4 alle 6 ore e costituisce la base per la visione magica e sciamanica. Sembra che l‟esperienza indotta dalla bevanda comprenda una ricchissima gamma di allucinazioni visive suscettibili in particolare alla possibilità di ricevere “spinte” e di essere diretti da suoni, in particolare da quelli prodotti dalla voce umana. Ne consegue che una buona parte del patrimonio spirituale che viene dalle culture indigene che utilizzano l‟ayahuasca è un vasto repertorio di icáros, cioè di canzoni magiche (qui chiamati inni).

La preparazione. Feitio è il nome che viene dato a tutta l‟attività relativa alla preparazione del Santo Daime, essa è molto intensa e il silenzio, la concentrazione e la pulizia interiore dei partecipanti sono condizioni essenziali per portare il lavoro a buon fine. Allo stesso modo quando si beve il Daime, esiste la necessità di una preparazione individuale giudiziosa: astinenza sessuale, da bevande alcoliche e alimentazione leggera.

Le operazioni cominciano quando nasce la necessità della produzione di una certa quantità di Daime, e, in accordo con diversi fattori, tra cui climatici e cicli lunari, si scelgono i reinados che saranno visitati. Si costituiscono quindi le équipes di uomini e di donne che andranno in cerca del jagube e delle foglie nella foresta. Il jagube rappresenta il principio maschile (che dà Forza) e la foglia quello femminile (che dà Luce). Sono quindi gli uomini che si occupano del jagube e le donne della foglia rainha. La partecipazione di quest‟ultime al feitio in realtà si limita alla raccolta e alla pulizia, foglia per foglia, e quando sono mestruate non possono parteciparvi. I luoghi della foresta, che presentano maggiore concentrazione di liana (cipò), sono chiamati reinados, e le persone più esperte riescono a localizzarli attraverso una vibrazione emessa dal reinado stesso (somigliante ad un lieve battito di tamburo). L‟orientazione del capo della spedizione è che i partecipanti abbiano ben presente che essa è anche una missione spirituale. E’ auspicabile seguire una condotta serena d’amore e rispetto per la natura e per le norme relative al taglio, raccolta e trasporto del materiale reperito. Successivamente si taglia il cipò a pezzi di circa 20 centimetri di lunghezza e riposti in sacchi che, pieni, arrivano a pesare 50 chili. La tappa successiva si realizza nella casa del feitio, dove si procede al raschiamento dei pezzi di cipò, utilizzando coltelli per eliminare sporcizia, terra e parti deteriorate. I bambini di solito aiutano in questo lavoro. La terza tappa è la batição (battitura). Essa ha luogo all‟interno di un recinto rettangolare, chiamata casinha do feitio”, di solito in cemento, con diverse uscite. In esso sono disposti 12 tronchi d’albero, 6 su un lato e 6 sull‟altro di fronte ai primi. Su di essi siedono i battitori. Davanti ad ogni tronco c‟è n‟è un altro più piccolo fisso al suolo, dove si pongono i pezzi di cipò per batterli e macerarli con pesanti mazzuole di legno cumaru, pau d’arco o balsamino. Lo sforzo fisico è grande, anche per chi è abituato, quindi questa fase comporta l‟osservare i propri limiti ed andare oltre. Il cipò è battuto con il ritmo sincronizzato degli inni che sono cantati anche in quest’occasione. Con la battitura il rivestimento viene macerato mettendo in evidenza la parte interna del jagube (osso) che è più dura. Sembra che quanto più il battitore macera il cipò, tanto maggiore sarà il beneficio che ne riceverà, perché egli si sta purificando. Al contrario se il cipò dà poco succo, allora saranno ostacoli cui la persona andrà incontro. La batição serve al soggetto per autodisciplinarsi, quindi assume il significato di autopurificazione e cura. Successivamente si riempiono le pentole con uno strato di cipò macerato ed uno di foglie e così di seguito fino al bordo, si termina sempre con uno di cipò. In seguito si aggiunge l‟acqua limpida, filtrata, si pone sul fuoco e si dà inizio alla cottura, che dura varie ore. La cottura è una delle fasi più delicate del rituale. Non bisogna parlare con la persona incaricata, poiché essa controlla il punto di ebollizione della bevanda, che è indicata da un‟entità del Santo Daime. Tale entità è presente nel piano astrale, manifestandosi nel momento in cui si completa la cottura e la pentola deve essere tolta dal fuoco. A questo punto l’incaricato avvisa gli altri, che il momento è arrivato. I 60 litri, contenuti nelle pentole, devono essere ridotti a 20, ma questo ancora non è Daime, è chiamato cottura. Si riempiono nuovamente le pentole con jagube e foglie, e questa volta invece dell‟acqua s’aggiunge la cottura; quando i 60 litri si riducono a 20, questo è il Daime di 1° grado. Aggiungendo più cotture e utilizzando lo stesso jagube e foglie, si ottiene il Daime di 2° grado, e volendo ripetere un‟altra volta quello di 3°. Terminate queste operazioni, il Daime è lasciato scorrere in un recipiente precedentemente pulito, si passa poi al raffreddamento e alla ventilazione realizzato mediante piatti togliendo il liquido dalla pentola e versandolo nuovamente. Infine è imbottigliato in damigiane rigorosamente pulite e asciutte. Si chiudono poi le damigiane con tappi di legno o di sughero, evitando accuratamente di non lasciare aria tra il tappo e il liquido, perché non fermenti. Il Daime, se ben imbottigliato, conserva le sue proprietà per diversi anni. Ogni damigiana è etichettata, annotando il giorno del feitio, la fase della luna in cui è stato realizzato, il grado e altre indicazioni come, ad esempio, quale parte del jagube è stata utilizzata nella cottura: radici, fusto o rami. Il Daime preparato con radici, o rami, è proprio utilizzato per i lavori di cura, poiché essi procurano più facilmente il vomito. Nel locale dove è conservato il Santo Daime, come d‟altra parte in qualunque luogo dove si praticano attività relative ad esso, deve essere presente il simbolo della dottrina: la Croce a due bracci (Cruz de Caravaca). Tale rituale, indicato dal maestro Irineu, è molto rigoroso, nel senso che si deve utilizzare solo cipò, foglia e acqua, non è possibile aggiungere altri ingredienti o vegetali, come accade in altri rituali.

Gli effetti e le interpretazioni. La bevanda ha proprietà enteògeniche, dal momento che produce un’espansione della coscienza che rende possibile il contatto con il divino, attraverso l‟incontro interiore con il nostro Vero-Io.
La bevanda trasforma profondamente tutto il sistema di percezione e i codici di comprensione, questo ci permette di tuffarci in uno stato dove non c‟è intelletto, dove dall‟Inconscio una grande quantità d’informazioni emerge alla luce della coscienza. Esse possono riguardare il passato, non necessariamente relativo a quest’esistenza né all‟individuo che le sta vivendo. Si tratta di un‟immersione nel mondo junghiano degli Archetipi dell‟Inconscio Collettivo della razza umana. Attraverso questa “regressione di memoria” è possibile rivivere conflitti emozionali, o traumi individuali e, per risonanza, anche collettivi, affrontando il processo di trasformazione, favorito dalla chiaroveggenza che s’instaura e attingendo alla saggezza e alla conoscenza che è patrimonio di tutti gli esseri viventi.

Gli effetti della bevanda non sono uguali per tutti e dipendono dalla capacità di ciascuno di accettarsi. Ci sono persone che prendono il Daime e non soffrono, altri, invece, stanno malissimo, sicuramente hanno fatto qualcosa di cui devono liberarsi.

Il suo uso non pregiudica l‟organismo, in quanto i principi attivi, fino ad ora, non hanno presentato effetti tossici, al contrario sembra che molti problemi di salute ne abbiano tratto giovamento. L‟armina infatti è un antiparassitario, ed è oggetto di studio una sua eventuale azione contro l‟organismo responsabile della malaria. Non esiste la possibilità di dipendenza, poiché non è possibile bere continuamente ayahuasca, come accade per le droghe. Questo accade perché l‟esperienza è tanto forte che l‟individuo ha bisogno di un buon lasso di tempo per riprendersi fisicamente e psicologicamente. Ad ogni modo, la bevanda, di per se, finisce col disciplinare l‟individuo, dal momento che egli stesso sentirà la necessità di eliminare certe abitudini, che possono diminuire le sue energie e minacciare la sua integrità. Si è assistito a diversi casi di graduale liberazione dalla dipendenza dall‟alcool o da droghe.

La Dottrina daimista si caratterizza per la credenza che la malattia è molto più di una eventuale degenerazione fisica di una parte dell‟organismo umano. La cura si realizza all‟inizio nel piano spirituale, perché lo squilibrio organico si manifesta inizialmente a questo livello. Infatti, quando la malattia si insedia nella materia, questo è già lo stadio più grossolano, più denso, ma non necessariamente lo stadio più avanzato del problema.

La maggior parte delle disfunzioni fisiche, secondo la Dottrina, sono un riflesso di una disarmonia psichica, sociale e/o spirituale. La posizione daimista, in relazione alla malattia, considera le espressioni fisiche di catarsi (dolori, vomito, diarrea, etc.), dopo l‟ingestione del Daime, come parte del processo di cura. La guarigione può essere raggiunta in proporzione allo sforzo del malato e porta con sé la concezione che la cura individuale è parte di una cura collettiva. I processi di cura si realizzano attraverso un riadattamento dell‟individuo con sé stesso, degli individui tra di loro, e degli individui con il Cosmo.

Nelle attività terapeutiche vere e proprie sia il paziente che il terapeuta ingeriscono la sostanza, quest‟ultimo utilizza i suoni e la suggestione per dirigere energie terapeutiche verso quelle parti del corpo e verso quegli aspetti reconditi della storia personale dell‟individuo in cui si sia venuta ad aggregare una tensione psichica ed emotiva. Questi metodi presentano corrispondenze sorprendenti con le più moderne tecniche di psicoterapia e a volte sembrano trasparire la comprensione di possibilità e di energie non ancora riconosciute dalle attività terapeutiche occidentali.

I fondamenti religiosi. Il Santo Daime nasce dalla disgregazione socioculturale indigena. La storia della sua origine racconta che un nobile Incas, per sfuggire alla dominazione spagnola, si stabilì in qualche parte della regione amazzonica e là diffuse la conoscenza della bevanda all‟interno delle tribù indigene. La formazione della Dottrina del Santo Daime ha quindi un‟origine molto simile a quella dell‟Umbanda, nascendo come una nuova modalità religiosa a partire dalla disgregazione delle antiche tradizioni indigene, arricchendosi di quelle africane, per la presenza dei negri emigrati dal nord est del Brasile, e avvalendosi di elementi di Cattolicesimo e Spiritismo (Allan Kardec). Il contenuto dottrinario è espresso soprattutto attraverso gli inni, ma anche tramandato oralmente. I concetti di incarnazione e karma sono i pilastri della dottrina. Uno dei principali obiettivi del rito daimista è la comprensione del passato (incarnazioni), le sue implicazioni (karmas) e le soluzioni dei problemi da esse causate (liberazione). L‟universo parallelo a cui attingiamo con questi lavori è pieno di spiriti sofferenti, essi ci attaccano per perturbare il lavoro e ci portano verso il basso. Si manifestano con sensazioni di torpore, pesantezza, vibrazioni, brividi in tutto il corpo, può accadere che il nostro corpo sia scoordinato e non siamo in grado di mettere un piede davanti all‟altro. Questo naturalmente crea problemi nel rituale, perché diventa difficile cantare o ballare in maniera corretta, seguendo il ritmo, allora puoi allontanarti dal posto assegnatoti, ma sei continuamente invitato a ritornare al tuo posto per continuare la battaglia. Di una lotta infatti si tratta, perché chiedendo forza e fermezza, con la fiducia di riuscire, tutto questo si trasforma. Questi spiriti sofferenti alla fine, infatti, cedono alla forza degli spiriti più elevati, sono dottrinati, e si trasformano in alleati. Il lavoro ha sicuramente lo scopo di elevare gli spiriti, che sono rimasti attaccati alla terra, ma rappresenta anche una grossa pulizia per noi stessi. I daimisti riconoscono la Terra come un organismo vivo in evoluzione e come una dimora nella quale si sta svolgendo l‟apprendistato spirituale di tutti gli esseri che in essa abitano. Il sentimento religioso è completamente vincolato alla natura; negli inni ricorrono frequentemente riferimenti ai 4 elementi: terra, acqua, aria, fuoco. Lo stesso totem del gruppo è una bevanda naturale preparata ritualmente. Il Santo Daime contiene al suo interno un Maestro che insegna e che cura, conosciuto con il nome Juramidam. Il Jagube è la manifestazione materiale di questa entità, così come la foglia Rainha è la manifestazione materiale della Vergine della Concezione, identificata anche come Rainha da Floresta. Inoltre il suo carattere eclettico e pluralista lascia spazio ai più differenti concetti esoterici. E‟ permesso ai daimisti individualmente l‟accesso a qualsiasi ricerca esoterica che possa completare e integrare la propria comprensione dei lavori spirituali realizzati con il Santo Daime, quindi l‟uso di pietre preziose e cristalli, della cromoterapia, la conoscenza delle erbe medicinali, dell‟omeopatia, dei centri vitali dell‟organismo umano (chakras), le scienze divinatorie, le filosofie orientali … Allo stesso modo viene data una grande importanza alla soggettività dei contenuti dottrinari, che dà gli strumenti alla coscienza di ogni individuo riguardo alle proprie attitudini nel quotidiano. I principi daimisti, che devono essere osservati dagli adepti, sono: l‟amore per il prossimo, l‟armonia, la verità, la fede e la pratica della giustizia. Nel perseguire questi principi, dobbiamo apprendere ad accettare tutte le prove che la vita ci offre, sia quelle buone sia quelle cattive, poiché abbiamo bisogno di entrambe, se vogliamo intraprendere un cammino spirituale. Quelle buone c’incoraggiano a proseguire, quelle negative o critiche perché ci stimolano verso le trasformazioni, che si rendono necessarie, e verso l‟equilibrio tra l‟autostima e l‟umiltà.

La Barquinha

Si sa molto poco di Daniel Pereira de Matos, sembra che all‟età di sette anni fosse entrato nella Marina e, come figlio di schiavi, non fosse mai stato registrato. Suonava diversi strumenti musicali, faceva il barbiere e beveva molta cachaça. Fu trattato da Mestre Irineu con ayahuasca. Si racconta che, dopo qualche tempo di trattamento, mentre era solo in un igarapè (piccolo corso d‟acqua), ebbe la visione di un angelo con un libro azzurro che gli consegnò la missione che avrebbe dovuto compiere. Con il permesso di Mestre Irineu fondò una nuova linea dottrinale. Cominciò il suo lavoro nella Vila Ivolnete in Rio Branco. Alla sua morte, Antonio Geraldo assunse la direzione della Barquinha per alcuni anni, fino a quando fondò una seconda chiesa sempre in Rio Branco, lasciando la direzione della prima a Manoel Ipolito Araujo. Nel 1991 dalla chiesa originaria uscì la madrina Chica (Francisca) per creare una terza chiesa. La Barquinha si potrebbe definire un ordine monastico in cui la dedizione è totale durante il pomeriggio e la notte, alcuni membri dei più impegnati dormono solo 3-4 ore per notte.

Sono presenti molte figure del cattolicesimo popolare come San Francesco e la Vergine Maria. Quest‟ultima ha un ruolo molto importante nella dottrina, conferendole un‟impronta energetica molto femminile. Molto ricorrenti anche le entità femminili di Iemanja e Janaina che rappresentano lo stesso tipo di energia nelle tradizioni afro-brasiliane dell‟Umbanda, e ancora la Sereia (Sirena) e tutto il mondo subacquatico marino che si riscontrano un po‟ in tutte le religioni indie dell‟Amazzonia. In questa linea le donne partecipano molto più attivamente al feitio, di quanto non accada nella dottrina del Santo Daime; sembra che nella chiesa di madrina Chica le preparazioni siano eseguite esclusivamente da loro. I lavori nella chiesa durano più o meno 4 ore, cantando incessantemente inni alternati a preghiere cattoliche come “Ave Maria” e “Padre Nostro”. In alcune festività, dopo la mezzanotte, ha luogo un altro rituale molto importante di Umbanda nel terreiro. Uomini e donne cominciano a ballare, prima separati, poi piano piano cominciano a confondersi. Vi è un corpo musicale e canoro che intona gli inni tipici di queste sessioni, ed hanno luogo possessioni da parte degli spiriti che, in qualche modo, rappresentano archetipi molto differenti: l‟indio orgoglioso e molto energico (Caboclo), il vecchio umile schiavo negro, ma molto saggio (Preto Velho), lo spirito burlone e giocherellone dei bambini (Crianças).

Il compito principale della Barquinha è di aiuto e carità nei confronti di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, tutto ciò è molto interessante per il medico e per lo psicologo, perché si tratta di terapia vera e propria, di un‟analisi straordinaria. Quello che accade è che molte persone arrivano in questi posti e sono trattate da saggi Pretos Velhos per due o tre volte con risultati incredibili.

La Barquinha è aperta alla comunità esterna prestando assistenza gratuita a quelli che non sono membri della chiesa e che quindi non coltivano gli stessi culti. Esiste una scuola che segue la comunità e presta assistenza spirituale a coloro che non utilizzano l‟enteogeno. Un altra caratteristica importante che differenzia il lavoro condotto dalla Barquinha rispetto ad altri lavori con Daime è il sofisticato aspetto medianico, che ha portato formule rivelate costituenti una tecnologia altamente efficace nei casi di possessione e ossessione. Il maestro Daniel operò un taglio molto importante in relazione al Circulo Esoterico da Comunião do Pensamento, che è una organizzazione esoterica molto antica in Brasile e alla cui fonte bevvero tanto il maestro Irineu, quanto il padrino Sebastião e lo stesso Daniel. Esso consiste nel lavorare con il mistero profondo della passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo quando si presenta la sofferenza e la malattia, a differenza di molti ordini esoterici che enfatizzano Gesù, curando e pregando solo in uno stato di salute. Jung dice che la nevrosi è un sostituto illegittimo per una sofferenza legittima, questa distinzione è piuttosto interessante per comprendere l‟importanza di lavorare con il mistero del sacrificio. Nella Barquinha esiste la possibilità di trasformare la sofferenza illegittima della nevrosi in sofferenza legittima dello sforzo che compete all‟anima di lavorare e fare penitenza per la sua liberazione e per il parto eroico dell‟essere divino che ha dentro di sé la sua vera e piena natura. Si dice che la Barquinha abbia tre misteri: l‟acqua, l‟aria e l‟astrale, ma sicuramente la prima è la più importante.

La União do Vegetal

Nel 1959 in un seringal della Bolivia, il serigueiro Josè Gabriel da Costa, nativo dell‟interno dello stato di Bahia, incontrò la bevanda attraverso un suo compagno, e dopo tre anni di apprendistato, in compagnia della sua famiglia e un piccolo gruppo di seguaci annunciò la nascita della União do Vegetal. Si tratta di una società religiosa che ha come obiettivo l‟evoluzione dell‟essere umano, nel senso del suo sviluppo spirituale. Nel 1965 la società fu registrata ufficialmente come Centro Espirita Beneficiente União do Vegetal. In un periodo di 7 anni Mestre Gabriel formò un gruppo di seguaci fedeli, un quadro di Maestri e stabilì il rituale dell‟associazione. Egli lasciò un insieme di documenti con le leggi che regolano la U.d.V. e con una struttura gerarchica solida e flessibile basata sul grado di conoscenza e comprensione spirituale di ogni persona, permettendo la sessione a tutti i discepoli che arrivano e che si associano. La forma rituale e la gerarchia si è mantenuta intatta come Mestre Gabriel l‟ha lasciata, le leggi con il passare degli anni sono state modificate, adeguandosi alle esigenze dell‟organizzazione sociale dell‟istituzione preservando i suoi principi. E‟ interessante sottolineare due punti che si mantengono inalterati dai tempi del Mestre Gabriel: 1) se il discepolo pensa che il Maestro sta sbagliando, non deve accompagnarlo; 2) il Maestro non ha il diritto di pretendere privilegi, nel caso ciò accadesse sarà punito con la disobbedienza. Questi punti dimostrano la preoccupazione del rispetto con lo sviluppo del consenso umano, spirituale e collettivo, e permettendo un autocontrollo istituzionale di tutti i suoi leaders.

Tutte le strutture organizzative della U.d.V. sono rinnovate ogni 2 o 3 anni a tutti i livelli: locale regionale e centrale.
Possiede al suo interno organismi scientifici, dispone di un accademia, di un gran numero di avvocati, giornalisti e persone molto determinate nell‟espletamento dei loro compiti nella società e nei confronti della natura.

Le piante utilizzate per la preparazione della bevanda sono raccolte direttamente nella foresta o coltivate nel terreno dei templi della U.d.V. in tutto il Brasile. La condotta dell‟U.d.V. è quella di preparare la bevanda utilizzando piante di marirì e chacrona coltivate in loco per un consumo autonomo della bevanda a livello locale. L‟U.d.V. ha 60 nuclei sparsi in tutto il Brasile ed uno regolarmente registrato in accordo con le leggi americane degli Stati Uniti. Nel 1987 fu sospeso l‟uso da Ministero della giustizia e cessò per due mesi la distribuzione del Vegetal in tutto il Brasile perseguendo la necessità di mantenere un canale di comunicazione con le autorità. Nel 1993 l‟U.d.V. aprì le sue porte ad un nuovo centro di ricerca (CEM-Centro Estudos Medicos), conducendo un proprio disegno e traendo le proprie conclusioni. Questo fu importante per ottenere la possibilità di utilizzare la bevanda, legalmente, per uso in un contesto esclusivamente rituale.

E‟ stata condotta recentemente una ricerca sugli effetti psico-biologici dell‟ayahuasca, diretta dal Dott. Charles Grob e dal Dott. Glaucus de Souza Brito, coordinatore della Commissione Scientifica del CEM-U.d.V., su 15 membri appartenenti da lungo tempo alla União do Vegetal e altri 15 individui di controllo che non avevano mai ingerito in precedenza ayahuasca. Le misure somministrate ad entrambi i gruppi includevano interviste strutturate, diagnostiche psichiatriche, analisi della personalità e valutazioni neuropsicologiche. Le valutazioni diagnostiche psichiatriche hanno mostrato che, sebbene una percentuale significativa dei soggetti che utilizzava la bevanda da molto tempo aveva avuto disordini depressivi, ansiosi, alcuni di essi in seguito ad alcolismo, dopo l‟ingresso nella U.d.V., tutti i disordini erano stati superati senza ricadute. Tutti questi soggetti attribuivano inequivocabilmente i cambiamenti positivi della loro vita al loro coinvolgimento nella chiesa e all‟uso cerimoniale dell‟ayahuasca, che ha rappresentato per loro un catalizzatore nell‟evoluzione psicologica e spirituale, grande importanza viene attribuita alla struttura rituale della União do Vegetal ritenuta dai più come una famiglia che dà guida e orientamento nel procedere nel cammino evolutivo individuale. Essi enfatizzavano l‟importanza dell‟unione delle piante con la gente.

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