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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (9)

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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (9)

Ipertensione e importanza personale

P.L.Lattuada
Medico psicoterapeuta
Direttore medico Clinica Olistica LifeGate

San Bonaventura affermava che l’uomo possiede tre occhi: gli occhi della carne, gli occhi della mente e gli occhi dello spirito. Wilber uno dei piu’ prolifici autori contemporanei di psicologia e medicina integrale suggerisce che l’uomo di scienza dovrebbe usarli tutti e tre. Se ripercorriamo le tappe della vasta mole di ricerche prodotte a proposito di ipertensione, ci accorgiamo che (come del resto per ogni ambito della ricerca scientifica) gli occhi della carne la fanno da padrone; negli ultimi decenni gli occhi della mente si sono timidamente guadagnati il loro spazio, gli occhi dello spirito sono totalmente assenti dalla scena.

Gli occhi della carne ci insegnano che la pressione del sangue è la forza con la quale il sangue viene spinto attraverso le pareti elastiche dei vasi sanguigni fino ai meandri piu’ remoti dell’organismo; ci dicono anche che la pressione del sangue dipende dal rapporto tra la quantità di sangue presente nel sistema e le resistenze al suo scorrere.

Teniamo a mente: sangue, quantità e resistenza.
Continuando con gli occhi della carne essi ci insegnano che l’ipertensione è una condizione patologica dovuta all’aumento della pressione sanguigna misurabile perifericamente con appositi apparecchi. Essa rappresenta seri rischi per l’organismo dal momento che sottopone il cuore ad uno sforzo eccessivo e sottopone a maggior usura i vasi e di conseguenza anche i tessuti e gli organi interessati, come ad esempio, cervello, rene, occhi.
L’ipertensione rappresenta una delle patologie più diffuse del nostro secolo, si calcola che ne soffra dal 15 al 30% della popolazione adulta. Nonostante ciò, solo la metà delle persone affette da ipertensione sa di esserlo, di questi solo la metà fa ricorso a una terapia farmacologia con farmaci anti-ipertensivi e solo nella metà la terapia è efficace.
Gli occhi della carne distinguono anche tra due tipi di ipertensione arteriosa: una detta “essenziale” e l’altra denominata “secondaria”. Si parla di ipertensione secondaria quando la causa è nota e questo si verifica nel 5-10% dei casi: patologie endocrine, difetti enzimatici surrenali, problemi vascolari, patologie renali.
Si parla di ipertensione essenziale in caso di origine sconosciuta: nel 90% dei casi.
Le ricerche piu’ accreditate annoverano tra le probabili cause l’alimentazione scorretta e lo stress psico-emotivo.

Ed ecco entrare in gioco gli occhi della mente
Alexxander, uno dei padri della psicosomatica, ha sviluppato un’accreditata teoria multidisciplinare Secondo tale teoria i disturbi dell’equilibrio omeostatico tra ambiente esterno e processi interni, (come ad esempio l’ipertensione) sono dovute all’alterazione di due condizioni psicobiologiche fondamentali per l’essere umano:
1. la preparazione alla lotta o alla fuga in situazioni di emergenza (basata su un’attivazione del sistema nervoso simpatico),
2. la recessione dell’attività verso uno stato di dipendenza (dove la risposta corporea è mediata dal sistema nervoso parasimpatico).
Alexander ipotizzò che l’ipertensione essenziale, insieme a varie sindromi cardiache, potesse rientrare nei disturbi della categoria “lotta o fuga”, caratterizzati dall’ inibizione degli impulsi ostili e di autoaffermazione. Nell’individuo che reprime l’espressione della propria aggressività e nel quale le emozioni profonde non si esauriscono in un’azione

adeguata l’organismo permane in uno stato di preparazione alla lotta e alla fuga dove la costante attivazione del sistema simpatico sollecita quelle reazioni fisiologiche che sono utili negli stati di emergenza: aumento della pressione ematica, della frequenza cardiaca e respiratoria e della temperatura; modificazione dell’irrorazione sanguigna che viene favorita in muscoli, polmoni e cervello; diminuzione dell’irrorazione sanguigna nell’apparato intestinale e nel rene; mobilitazione delle riserve energetiche. Sul piano soggettivo, l’individuo avverte un senso di tensione ed affanno, con aumento del battito cardiaco e della sudorazione.

E gli occhi dello spirito?
La visone olistica fonda sul principio evidente che il tutto non si esaurisce nella somma delle parti. Psiche piu’ soma non fa l’organismo umano. Parti messe insieme determinano un quid, un campo incommensurabile e irripetibile che fa di un organismo quell’organismo li’ e non un altro. La scienza con gli occhi della carne e della mente vuole misurare, mettere insieme, separare e poter ripetere, gli occhi dello spirito suggeriscono: fermati, osserva, le cose sono gia insieme e soprattutto non si ripetono, sono uniche.
Unicità, vuoto, significato, coscienza, messaggio, insegnamento, compito esistenziale, ecco alcuni termini ai quali gli occhi dello spirito rivolgono la loro attenzione.
Riprendiamo le parole tenute a mente: sangue, quantità, resistenza.
Associamo liberamente: rosso, fuoco, collera, emozione, passione, flusso. tanto flusso che non passa, sangue del mio sangue, identità, appartenenza, me, io, attaccamento, importanza personale.
E se prima di misurare, di controllare, esaminare ci fermassimo ad osservare e la sciassimo andare?
Potremmo forse renderci conto che non siamo cosi’ importanti. Non siamo nemmeno cosi’ necessari, il mondo va avanti benissimo anche senza di noi.
E se non siamo cosi’ importarnti figuriamoci i nostri bisogni, i nostri risentimenti, i nostri problemi, i nostri attaccamenti, la nostra immagine, il nostro ruolo.

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