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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (8)

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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (8)

“Io sono questa”

Prof. Dott. P.L.Lattuada
Medico psicoterapeuta
Direttore LifeGate Clinica Olistica

Cara mamma,
volevo dirti che non ne posso piu’ delle tue preoccupazioni. Non mi aiuta sentirmi ripetere che sono magra, sentirmi chiedere cosa ho mangiato oggi, se ho fame o se ho vomitato. Non mi aiuta nemmeno che continui a propormi nuove terapie e dottori, cliniche da migliaia di euro al mese o luminari esperti del problema. Non mi aiuta sentire la tua voce fredda, dietro la quale avverto tutta l’aridità di un cuore, il dramma della povertà di un’ anima, di una gabbia egoistica che se vuole la mia guarigione è solo per togliersi un problema o piu’ facilmente trova nella mia malattia un rinforzo alla sua illusione di sanità.
Cara mamma, lo so che hai fatto tutto quello che hai potuto, ma io dentro mi sento vuota, un vuoto incolmabile, spinta dalla mancanza mi riempio di cibo ma la voragine del mio deserto interiore non si colma. Lo so il medico dice che per le anoressiche il cibo è uno strumento che permette loro di “acquisire” potere: riuscire a fare a meno del cibo è una dimostrazione d’indipendenza e autosufficienza; il suo rifiuto è la rappresentazione concreta di ciò che sentono e provano. Lo so le bulimiche hanno fame d’anima e non si sazieranno mai con i biscotti.
Il medico mi ha spiegato che coloro che soffrono di disturbi alimentari si possono dividere in tre categorie: alla prima categoria appartengono le anoressiche restrittive quelle che mangiano poco o niente e le anoressiche bulimiche quelle che fanno regolarmente delle abbuffate e poi compensano con “condotte di eliminazione” piu’ o meno sofisticate. Ti risparmio le altre, io apparterrei a quest’ultima sottocategoria. Ho il peso corporeo sotto la norma, intensa paura di acquistare peso, percezione alterata del mio schema corporeo e amenorrea. Questo deriverebbe dalle mie caratteristiche psicologiche contraddistinte da un attenzione eccessiva al corpo, una percezione distorta della fame e della sazietà e soprattutto dalle mie “credenze disfunzionali sull’alimentazione e sul metabolismo”. Avrei poi un deficit di autoconsapevolezza, cioè non sono consapevole dei danni che potrei procurarmi, inoltre sarei molto sensibile all’ambiente che mi circonda, avrei costantemente bisogno di conferme dall’esterno ma contemporaneamente mi sento invasa, il medico lo chiama il tema dell’intrusività. Sarei estremamente sensibile al giudizio altrui dal quale dipendo per costruirmi un senso di valore personale destinato inevitabilmente alla precarietà, le mie aspettative, sempre alte, vengono puntualmente deluse, mi vedo così costretta alla perfezione, l’unico modo per sperare di poter ricevere giudizi positivi. Per quanto riguarda il sesso è meglio dimenticarlo, cancellare le parti di me che lo rivendicano.
Il medico dice anche che sono diventata anoressica perché ho una struttura di base ossessiva e perché il mio ambiente familiare è stato caratterizzato da genitori eccessivamente invadenti e ad un tempo poco presenti dal punto di vista affettivo.

Cara mamma, io non ve ne faccio una colpa, ma ti prego, almeno tu, fermati, ascoltami, riconosci la mia anima che brama contatto, calore, presenza autentica, almeno tu, dillo ai dottori che la piantino di considerarmi un caso, di misurare la mia personalità, di curare la mia malattia con farmaci miracolosi. Io sto gridando, come posso il mio anelito al valore, il mio senso di vita, quella smania di esistere che dentro mi divora e che non riesce ad esprimersi altrimenti.

Ti prego, almeno tu, ascoltami davvero.

Pratica:
Distesa supina, ascolto la pesantezza del mio corpo, la leggerezza della mia anima.
Contatto la mia bimba interiore, la vedo, la sento, la prendo per mano, la porto com me in cima ad una montagna. Vedo sotto la vallata, il paese, il mondo. La mia bimba respira, danza, canta. Lascio uscire il suono del mio respiro, una A che diffonde verso valle. La A sgorga dal mio cuore, la sorgente della mia forza interiore, mi riempie di un calore diffuso, di una pienezza vuota, emana nell’ambiente circostante, giu’ verso valle. Arriva a tutte le persone alle quali ho da dire qualcosa, porta fuori le parole che ho da dire al mondo, mi presento, questi i miei tesori, ecco la mia anima.
Io sono questa.

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