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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (7)

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Per LIFEGATE: Autoguarigione e medicina integrale (7)

Guarire da dentro

P.L.Lattuada
Medico Psicoterapeuta
Direttore Medico LifeGate Clinica Olistica

Quando abbiamo un dolore, la prima cosa che vogliamo è che passi, quando abbiamo una malattia, la prima cosa che vogliamo è guarire.

E questo è legittimo.

I problemi nascono quando cerchiamo di ottenere il risultato desiderato. Solitamente consideriamo il dolore e la malattia come dei nemici che vengono dall’esterno ed iniziamo a combatterli.

La scienza medica ci mette a disposizione armi sempre più efficaci, farmaci e tecnologie sempre più avanzate per portare avanti e vincere la nostra guerra. Farmaci intelligenti, come le bombe, raggi laser mirati, come le missioni dei top gun, organi di ricambio e manipolazioni genetiche, come la nostra auto nel box o la frutta del supermercato.

La cultura occidentale, dal momento che ogni guerra si vince prima di tutto con le idee, ci mette a disposizione un paradigma, quello positivista, sostenuto da tre secoli di scienza e millenni di civiltà del dominio. Una civiltà per la quale la natura umana è fondamentalmente malvagia, gli istinti vanno repressi, le emozioni controllate, la creatività limitata, l’immaginazione svalutata e la ragione domina incontrastata. Una civiltà dove la divinità è unica, risiede nell’alto dei cieli e detta ferree leggi morali da rispettare, pena la dannazione eterna; dove il superamento dei confini della coscienza razionale – fatti non foste per viver come bruti – viene vissuto come un pericolo da evitare e, l’anelito all’estasi, all’espansione della coscienza, è perseguito per legge. Una civiltà che elegge l’efficienza a valore e considera nemico tutto ciò che la ostacoli, che rimuove la sessualità dal suo sistema di valori per poi mercificarla ovunque, nei suoi media, nei suoi spettacoli, nei suoi prodotti, negli angoli oscuri delle proprie città. Una civiltà dove è sano chi produce e malato chi non ce la fa, dove buoni sono quelli più simili a noi e cattivi i diversi.

Obbiettivo, risultato, controllo, ragione, successo, efficienza, pericolo, guerra, sono alcuni dei termini più usati nella cultura medica moderna.

Il nuovo paradigma olistico propone il superamento della civiltà del dominio e del paradigma positivista che ne deriva per costruire una società più sana e rispettosa delle leggi naturali che la determinano. La visione olistica è in grado di fornire strumenti pratici ed efficaci per compiere un percorso di autoguarigione. Un percorso che parte dall’esperienza interiore, dall’assunzione di responsabilità, dalla pace, dalla fiducia e dall’amore nei confronti di se stessi, un percorso che insegna, lungo il cammino a riconoscere che star bene è un nostro diritto ed una possibilità reale, che il nostro organismo è in grado di mantenere e ritrovare il proprio equilibrio, qualora vengano create le condizioni giuste. Un percorso che insegna a rendersi conto, a volte faticosamente e senza scorciatoie, che gli unici veri nemici di noi stessi siamo proprio noi e che, in realtà, una delle nostre più grandi paure è proprio quella di star bene.

Un percorso che offre l’opportunità di comprendere e accettare che la malattia è sempre la scelta più economica per un organismo che voglia resistere al cambiamento sotto la spinta delle forze creative dell’anima. Forze creative che nel mondo classico avevano una importanza tale da venire considerate divinità e che, nella nostra società occidentale, vengono represse e negate a vantaggio della razionalità, al punto dal costringerle ad esprimersi solo attraverso la creatività degli artisti, i sogni o i sintomi.

Attraverso la medicina olistica potremo sostituire al metodo medico classico di affrontare le patologie, cioè tramite una terapia tendente a liberare il paziente dai suoi disturbi – cioè sopprimere la voce delle divinità interiori, lo slancio delle forze creative dell’anima – un modo ulteriore che

sappia riconoscere in ogni sintomo un’opportunità, una risorsa da amare e non da combattere, un alleato che indica la via verso se stessi, verso il proprio maestro interiore.

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