ITI - Integral transpersonal Institute

Biotransenergetica in Brasile e Sudamerica. Diario di Bordo, Ottobre 2018.

Biotransenergetica in Sud America (Brasile, Cile e altro ancora)

Di Andrea Samar Molinari

L’intento di riportare la Biotransenergetica nel paese dove tutto è cominciato, il Brasile, è partita nel Dicembre 2016. Sono stato invitato all’interno dell’evento “Virada de Expansao III” organizzato dall’ecovillaggio “Ecovila da Mata”, sito a .Massarandupiò, Bahia, a un’ora di macchina a nord dalla capitale Bahiana Salvador. La Virada consisteva in una settimana intensiva di workshop esperienziali nella bellissima cornice dell’Ecovila: uno spazio attrezzato ed immerso natura; una foresta incontaminata all’interno della quale nasce e  fluisce un piccolo e purissimo fiume.  A questa settimana erano presenti, oltre ai partecipanti all’evento, molti terapeuti, curadores e uomini e donne studiosi di varie arti terapeutiche oltre che ricercatori spirituali e portatori di grandi conoscenze ed esperienze nel vasto e misterioso campo delle terapie olistiche, transpersonali e dello sciamanesimo contemporaneo.

Grazie alle partecipazioni della BTE ai Festival Transformazionali, avevo già avuto modo di condurre gruppi di BTE anche all’estero, ma non in Brasile, proprio là dove sembra esserci una diversa coscienza dei processi energetici e psico-spirituali; là dove negli anni ’80 Pier Luigi Lattuada e Marlene Silveira durante le loro ricerche, attraversavano diversi mondi spirituali, e entravano in contatto con le tradizioni originarie dello sciamanesimo afro-brasiliano. La BTE è andata affinandosi negli anni, evolvendo anche in termini di impianto teorico, di mappe e di costrutti, e creando un linguaggio semplice che cerca di arrivare all’essenza dei processi terapeutici e trasformativi che si sperimentano durante le sessioni di gruppo o di psicoterapia individuale. In questo processo trasformativo, all’interno della BTE, si è sempre cercato di onorare il retaggio e la radice sciamanica e spirituale cui questa metodologia si è ispirata e da cui ha tratto quello che chiamiamo l’Axè, ovvero la consistenza spirituale data dal contatto con una tradizione originaria. In questo caso la tradizione cui ci si riferisce è quella del sincretismo afro-brasiliano dell’Umbanda, del Candomblè,  della tradizione degli Orixas, e quindi del contatto con le forze archetipiche elementali, ancora oggi molto presenti all’interno di una molte culture tradizionali Brasiliane .

Tornare in Brasile con la BTE avrebbe voluto dire ri-entrare in contatto con persone che hanno, all’interno del proprio retroterra culturale, anche questo tipo di tradizioni. E’ certo che la BTE, per come è stata presentata, ovvero come una metodologia terapeutica integrale e transpersonale, una tecnologia psico-spirituale e, se vogliamo, transculturale, non ha mai avuto la pretesa di insegnare nulla rispetto a queste culture antiche, ma di dare degli input che andassero oltre alla pratica spirituale del contatto, l’irradiazione o l’incorporazione degli orixàs, e quindi delle forze elementali e archetipiche. Creare le condizioni perché i partecipanti potessero comprendere i concetti di Transe, come stato di coscienza triadico che si stabilisce tra il Soggetto, il mondo esterno ed il Campo; e, appunto, di Campo come contesto super-cosciente collettivo altro, co-creato e informato dall’unione dei singoli campi di coscienza, e allo stesso tempo informante e condizionante lo stato di coscienza e il processo terapeutico dei singoli.

Il workshop, circa una quarantina di persone per due ore e mezza di esperienza,  è stato molto apprezzato e partecipato. La mia premura è stata quella di chiarire fin da subito che  nonostante si parlasse di Orixà e di forze archtipiche, generalmente associate ad un contesto religioso, in questa esperienza saremmo entrati in contatto, attraverso la pratica del Corpo del Sogno, con un campo, con una vibrazione sottile, che avrebbe aiutato e elicitato uno stato di coscienza ampliato, e quindi un’armonizzazione dei corpi (Mentale, Emotivo, Fisico, Energetico e Transpersonale). Si trattava quindi di un processo psico-spirituale, di un lavoro interiore, qualcosa che ci avrebbe messo in contatto anche con la storia personale dei partecipanti attraverso il contatto con una matrice archetipica, manifestazione del nostro Sè. In questo caso l’archetipo di Oxossi, che rimanda proprio alla Mata, cioè alla foresta, agli alberi, al popolo in piedi, al principio vitale.

Durante la pratica si è creato un campo molto forte, e si sono presentati dei processi trasformativi molto importanti. Molte persone hanno pianto, hanno sentito uno sblocco, sono entrate in contatto proprio con quel principio vitale, con quella naturalezza naturale che sul piano archetipico tradizionale si manifesta come Oxossi, il Re dei Caboclos, le entità guerriere della foresta. Alcuni partecipanti, umbandisti con forti capacità medianiche,  hanno fatto fatica a rimanere semplicemente nella vibrazione archetipica e nel processo senza incorporare la forza di Oxossi. Ero alla mia prima esperienza, per cui non immaginavo quali sarebbero stati le complicazioni date dalla differenza culturale dei partecipanti rispetto alle persone  con cui ho lavorato in passato (perlopiù italiani, ma fondamentalmente europei).

Dopo questa esperienza all’Ecovila da Mata, è cominciato quello che considero il mio periodo di formazione e di scoperta in Brasile. Ora è da un anno e nove mesi che vivo stabilmente a Bahia, e che conduco corsi e workshop esperienziali di Biotransenergetica. In questi due anni ho avuto modo di organizzare piccoli workshop o interi fine settimana intensivi, con l’intento di rafforzare il legame con alcuni centri (come l’Ecovila da Mata o la Casa sagrada ad Aracaju, di cui parlo tra poco) in cui mi è stato possibile espandere il campo della Biotransenergetica, sperimentarmi come conduttore di gruppi e terapeuta, sempre nell’ottica del transe leraning, ciò che permette di continuare nel cammino dell’apprendimento favorendo esperienze di contatto con il transpersonale e quindi cicli evolutivi e terapeutici individuali e collettivi.

Da quando sono entrato in contatto con la realtà brasiliana, una realtà variegata, contradditoria e complessa, dove si sente profondamente il contatto con molte tradizioni spirituali ed ancestrali, ma dove si sente anche la predominanza di una visione del mondo per lo più (seguendo i livelli di evoluzione del pensiero operato da Ken Wilber) Magica/Superstiziosa e Mitica, ho cercato di esplorare diversi “mondi spirituali”, diverse  tradizioni, rituali e dottrine, in cui riuscivo a intuire un legame con la BTE. Ero a conoscenza del fatto che Lattuada, nella creazione del modello metodologico della Biotransenergetica, si fosse ispirato alle esperienze avute nel campo dell’Umbanda, così come anche ai lavori con le piante medicinali e psicoattive (Ayahuasca, Jurema, San Pedro, Peyote, Funghi), lavori spirituali che si basano sull’elicitazione di uno stato ampliato di coscienza, attraverso il contatto con la forza veicolata dall’assunzione di queste sostanze naturali.

Addentrandomi maggiormente in alcuni di questi ambienti, ho potuto osservare come la BTE possa funzionare da portatrice di una visione del mondo integrale, con una metodologia e una tecnica in grado di per poter preparare le persone a questo tipo di esperienze, perché  è basata e fornisce alle persone una visione del mondo che trascende ed include il pensiero  Magico e Mitico, così come il Pensiero Razionale (tipico della nostra cultura dall’Illuminismo in poi),e  che crea le condizioni per il contatto con il campo transpersonale, con il non-manifesto, con il trascendente. La BTE offe dunque  un linguaggio semplice, per poter cogliere le regolarità e le caratteristiche fenomenologiche di un lavoro con le piante medicina, o di un rituale sacro come può essere una gira de Umbanda, o un Temazcal della tradizione messicana Tolteca.

Dai miei viaggi ho potuto osservare come queste tradizioni e queste pratiche siano ancora molto attuali e seguite da tante persone. C’è una grande attrattiva verso le pratiche sciamaniche tradizionali. Fenomeno che è in crescita anche in Italia, dove innumerevoli sono gli inviti di gruppi più o meno organizzati verso sciamani, curatori,  portatori di una tradizione sciamanica e delle sue pratiche, al fine di condurre le loro cerimonie sul suolo italico. Il fatto che in Italia ci sia questa attrazione verso tradizioni non proprio nostrane è probabilmente dovuto alla censura attuata nei secoli dalla Chiesa Cattolica a qualsiasi tipo di culto sincretico, animista estraneo alla fede cattolica, praticato dalle nostre parti, insieme all’insediamento del pensiero razionale laico e materialista che facilmente associa qualsiasi tipo di tendenza spirituale, o di pratica rituale , alla religione, rigettandola aprioristicamente. Da qui la disperata ricerca del trascendente in culture originarie lontane dalla nostra da parte di persone assetate a queste genere di esperienze.

In Brasile, dove invece si assiste (in termini generali) a una grande presenza della componente spirituale nella vita delle persone, spesso perdendo di vista la componente razionale, mi è parso che ci fosse più bisogno di riportare le esperienze mistiche e di apertura spirituale ad un linguaggio più semplice,  più evoluto, che prenda in considerazione anche le logiche del pensiero razionale, ma non per questo rigettante la grande forza spirituale contenuta nelle pratiche rituali tradizionali.  Fare incontrare Scienza e Spiritualità, riportando “in basso” ciò che si vive “in alto”. Per questo la BTE, come meta-disciplina spirituale, è un ottimo strumento per poter parlare dei proprio processi interiori durante le esperienze mistiche e spirituali, come anche durante i processi terapeutici transpersonali vissuti durante una pratica psico-corporea.

Da qui l’intento di collaborare, in qualità di docente BTE e BTE Ambassador, con Ayahuasqueiros, Daimisti (ovvero appartenenti alla dottrina del Santo Daime) e Juremeiros, in modo da organizzare eventi di BTE che potessero fornire alle persone, interessate  a partecipare al rituale sciamanico, di avere delle chiavi di lettura, degli strumenti metodologici ed un linguaggio integrale per poter osservare il proprio processo interiore, e per poter affrontare i propri processi trasformativi durante i successivi lavori rituali.

In questo caso la BTE si offre come una meta-disciplina, un meta-linguaggio, che dà ai partecipanti l’opportunità  di affrontare il contatto con le forze archetipiche e con i propri processi evolutivi e trasformativi da un’ottica più essenziale ed integrale che trascende ed include l’ottica magico-mitica-superstiziosa  e quella strettamente razionale. Dobbiamo considerare, poi, che alcune di queste tradizioni sciamaniche sono proprio nate in Brasile, e quindi, in una parte della popolazione brasiliana, fanno parte integrante della cultura. Dobbiamo pensare che in Brasile, parlare di lavori con Ayahuasca o giras di Umbanda, è molto più comune. Non è considerata una cosa così ”esotica” e straordinaria. E’ certo anche che buona parte della popolazione brasiliana misconosce o rigetta queste pratiche, bollandole come Macumba, Stregoneria, o stupidaggini religiose e spirituali da starci alla larga.

Una di queste parcerias (collaborazioni) è nata con il centro Casa Sagrada ad Aracaju (Sergipe), nel nord-est del Brasile. Insieme a Filippo Garrone, maestro Juremeiro italiano, impiantato da anni in Brasile, abbiamo associato il lavoro con la Biotransenergetica alla cerimonia con la pianta della Jurema. Jurema è il nome di una pianta, così come di un Orixà (Cabocla Jurema), che si manifesta nella tradizione con le fattezze di India, scura di pelle, figlia della foresta. Jurema è anche ciò che sta ad indicare una cultura, rituali animisti in cui canti dedicati alla Cabocla vengono cantati battendo le mani e i piedi e suonando i tamburi per evocarne la forza curatrice. Ancora alcune tribù indio (come i Kariri-Shoko) praticano rituali bevendo un estratto dalla pianta di Jurema, e ne evocano la forza attraverso il Torè, la tipica danza in cerchio intorno al fuoco. Anche all’interno dell’Umbanda, Jurema trova il suo posto, e alcuni Terreiros, praticano rituali cantando per la Jurema e incorporandone la presenza. Nel caso della Casa Sagrada la bevanda Jurema è stata reintrodotta dagli studi condotti da Filippo, portatore della Jurema, che ha seguito l’intento di condurre i lavori con la pianta per far conoscere alle persone la cura di questa particolare forza archetipica, e anche per poter fare in modo che la tradizione della Jurema possa continuare. AI Lavori, trabalhos  in portoghese,  alla Casa Sagrada partecipano molte persone, tutte attratte da questa egregora, da questa vibrazione, da questa forza veicolata dalla bevanda, il cui principio attivo, come per l’Ayahuasca, è il DMT.

Durante le giornate di BTE prima del lavoro con la Jurema, i partecipanti sono potuti venire a conoscenza di alcune mappe derivanti dalla metodologia BTE, che hanno avuto la funzione di chiavi di consapevolezza per affrontare il proprio processo psico-spirituale indotto dal lavoro corporeo del Corpo del Sogno. Con i movimenti relazionati alle diverse qualità archetipiche si può riuscire a trascendere i blocchi emotivi depositati nel corpo e a poter elevare ed ampliare la propria coscienza. Richiamando le qualità archetipiche attraverso i movimenti codificati si può imparare a realizzare uno stato di coscienza di apertura e di dialogo con queste qualità, queste forze, le quali sono dentro di noi, ma anche fuori: emanazioni del campo collettivo di coscienza.

Durante il lavoro con la pianta maestra, ho avuto la grande opportunità di poter condurre il gruppo (circa quaranta persone) nello sperimentare alcuni movimenti del Corpo del Sogno dopo l’assunzione di una dose di Jurema. Le persone stavano cominciando a sentire il proprio stato di coscienza espandersi, mentre richiamavamo la santa presenza della madre dell’acqua, la regina degli oceani, Iemanjà, l’archetipo materno associato all’acqua del mare. Le parole non bastano per spiegare l’emozione di sentire la madre cullarci fra le sue onde e rassicurarci rispetto alle nostre ansie e ferite.

Il lavoro è poi continuato con diversi momenti, dal silenzio ai canti. Molte persone presenti erano umbandisti e dunque iniziati e capaci di incorporare le varie forze presenti nel salone. C’erano molte Iemanjà danzando, il padre della moglie di Filippo con una grande pipa in bocca e incorporato per molto tempo nella saggia forza di un Preto Velho. E poi Oxum, Xangò, Oxossi, Ogun. Una danza, uno spettacolo teatrale, una poesia, una manifestazione divina in terra. A ogni persona Jurema ha fatto vedere quello che ognuno si meritava di vedere. Sono molto grato di essere entrato in contatto con quella famiglia, e con la guida e gli insegnamenti della Jurema. La casa Sagrada si trova ad Aracaju, nello stato del Sergipe, nel nord-est brasileiro. Proprio in queste zone il culto della Jurema continua anche attraverso questo nuovo tipo di lavoro spirituale che unisce una tradizione antica allenuove tecnologie del sacro.

Un’altra bella esperienza che ho vissuto seguendo l’intento di portare gli insegnamenti e le pratiche della BTE in Brasile è stata quella data dalla collaborazione con i ragazzi di Casa Chama Trina, un Centro olístico di Auto-Cura,  Medicina Sciamanica,  Yoga e Terapia Transpersonale composto da Balthazar Mamed e Décio Vianna Silva. Con loro siamo riusciti a organizzare e produrre un intero workshop di un giorno, lavorando dapprima con la BTE per dare spazio poi ad un trabalho con la medicina Ayahuasca. Il tema della giornata, l’incontro tra maschile e femminile, tra il fuoco e l’aria, ha fatto sì che si lavorasse con gli Archetipi di Xangò e Iansà. In questo caso ho potuto fare una breve introduzione sulla nascita e l’evoluzione della Biotransenergetica e, appunto, su come saper utilizzare alcuni strumenti della metodologia BTE per mettersi ancora di più in gioco rispetto alle qualità con cui si lavora attraverso queste due forze.

Questo lavoro congiunto con Casa Chama Trina è stato ospitato all’interno della meravigliosa cornice della Fundaçao Terramirim. una comunità spirituale immersa nella natura, che dal 1992 segue i passi degli insegnamenti dello Sciamanesimo della Dea Madre, retaggio della cultura spirituale millenaria dell’America Nativa . La Comunità Terra Mirim è nata dall’ispirazione cresciuta e manifestata dalla sciamana  Alba Maria e si trova sopra un’area di 7,5 ettari di terreno completamente ricoperto dalla vegetazione della Mata Atlantica. Moltissimi sono stati i lavori spirituali ed i gruppi di studio condotti fra le mura dei numerosi templi e spazi sacri costruiti all’interno di questo meraviglioso terreno, non lontano da Salvador Bahia.

Dato l’ambiente favorevole a questo genere di lavori e il bel gruppo che si è formato, il lavoro di BTE + Cerimonia di Ayahuasca si è trasformato in una grande festa, in cui ognuno ha avuto modo di abbandonarsi alle forze, di riconoscersi nell’incontro tra il maschile ed il femminile sacri. La struttura del rituale era costituita da diversi momenti, dal silenzio e la concentrazione al canto e all’ascolto di se stessi, fino ad arrivare alla danza estatica in una piccola gira. Il carattere innovativo del lavoro stava nella grande fluidità e libertà in cui erano lasciati i partecipanti, nella possibilità di sentire e agire la forza nella forma che ognuno ha osato manifestare. Il lavoro è durato tutta la notte, ed anche in questo caso, le persone che hanno partecipato al lavoro di BTE della mattinata e del pomeriggio hanno avuto modo di integrare il proprio lavoro interiore sul piano personale attraverso il viaggio estatico ed il contatto con le forze, cullati dalla benedizione della medicina Ayahuasca.

L’incontro con queste egregora, questi campi collettivi spirituali, queste nuove forme di creare il contatto con le diverse manifestazioni dei Sé, e con questi luoghi e queste tradizioni così ancestrali, ma tutt’ora presenti e vivi, ha fatto sì che potessi ancora di più imparare, ed affinare la mia sensibilità rispetto ai processi trasformativi psico-spirituali, miei e degli altri, e mi ha dato nuove chiavi per poter comprendere maggiormente gli insegnamenti della BTE. Un nuovo modo di cogliere le regolarità presenti nei processi transpersonali e la qualità della relazione con gli insegnamenti delle tradizioni ancestrali con cui sono entrato in contatto.

Ora posso dire che molte porte si sono aperte per la BTE e per la sua evoluzione ed applicazione. Tante persone ormai hanno partecipato e lavorato all’interno di gruppi BTE, sia in Brasile come anche in Cile, dove questo Febbraio siamo riusciti ad organizzare un workshop BTE con la presenza di quasi 30 persone. In ogni posto dove la BTE è stata presentata e praticata sento di aver creato le condizioni per continuare a creare campi di trasformazione evolutiva, piccoli focolai energetici che stanno pian piano diventando punti di Luce di una rete globale che sostiene  la tensione evolutiva delle persone come anche del pianeta. Ho avuto la conferma del grande valore della BTE e della sua forza spirituale, è mi sento protetto e aiutato in questo intento.

Note

1.Diario di Bordo: BTE ai festival Trasformazionali – leggi QUI.

2.Wilber K., Integral Psychology, Shambhala Publications, 2000

3.Il Santo Daime o Chiesa del Santo Daime è una pratica religiosa sincretica fondata negli anni trenta nello stato amazzonico dell’Acre da Raimundo Irineu Serra, un umile seringueiro, e poi diventata un movimento diffusosi in tutto il mondo negli anni novanta, basata sull’assunzione del Daime, cioè della bevanda sacra dell’Ayahuasca.

4.Nome scientifico Mimosa Hostilis

5.Ego Collettivo, campo

6.La N,N-dimetiltriptammina (N,N-DMT o DMT) è una triptammina psichedelica endogena, presente in molte piante e nel fluido cerebrospinale degli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske.[1]

Cristalli di DMTLa DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, Anadenanthera, Virola, Desmodium, graminacee del genere Phalaris e molte altre piante e funghi. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure per distillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT (utilizzando la linfa degli alberi Virola, parente della noce moscata, o i semi macinati e tostati di Anadenanthera peregrina, un enorme albero della famiglia delle Leguminose).

Andrea Samar Molinari:

Psicologo e psicoterapeuta transpersonale diplomato presso Integral Transpersonal Institute (Milano); studente e praticante di varie metodologie e tecniche psico-corporee e transpersonali come la meditazione Vipassana, l’analisi Bioenergetica, il Pathwork (il Sentiero), la Core-Energetica, Usui Reiki e Hara Yoga. Nei suoi viaggi in Centro e Sud America è entrato in contatto con diverse tradizioni sciamaniche come la Mazateca e Tolteca in Messico, Inca in Bolivia e con le tradizioni afro-brasiliane di Umbanda e Candomblè in Brasile. Attualmente lavora come psicologo e psicoterapeuta transpersonale e conduttore di gruppi terapeutici in Italia e Brasile e Cile.

https://www.facebook.com/docmolinari/

www.docmolinari.com

Le  foto degli eventi citati sono presenti sulla pagina

www.docmolinari/diary

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